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Francia campione del mondo in una finale per una volta divertente

Sei gol per salutare Russia 2018. Vincono i transalpini di contropiede e poco male se i puristi della tattica si lamenteranno. Intanto Deschamps alza la Coppa del mondo, nonostante l'incombente presenza di Zidane

15 Luglio 2018 alle 19:21

Francia campione del mondo in una finale per una volta divertente

Foto LaPresse

Se è vero (è vero?) che la migliore difesa è l’attacco, è altrettanto vero che i migliori difensori non sono certamente gli attaccanti. Ne sa qualcosa la Croazia. Lo ha imparato, suo malgrado, nel corso della finale dei Mondiali di Russia 2018 contro la Francia. Prima Mario Mandzukic inzucca direttamente nella propria porta tentando di difenderla dalla punizione di Antoine Griezmann, poi Ivan Perisic tocca con la mano in area di rigore, dando la possibilità allo stesso esterno d’attacco francese di trasformare dagli undici metri, vanificando così il suo gol del momentaneo 1-1.

 

Se è vero che la miglior difesa è l’attacco, è altrettanto vero che la peggior difesa è la difesa. Lo dimostrano il gol del 3-1 di Paul Pogba, con i galletti che fanno quello che vogliono in area croata; lo dimostra il gol del 4-1 di Kylian Mbappé, con il purosangue francese libero di tirare come sa tra avversari fermi e demotivati; lo rende evidente il gol del 4-2 di Mario Mandzukic che sfrutta il “vai col liscio” di gialappassiana memoria del portiere Hugo Lloris. Sei gol in una finale è roba da calcio di una volta, nemmeno fossimo in uno speciale di una fantomatica pagina Facebook “Mondiale, operazione nostalgia”.

 

D’altra parte il copione della partita è figlio del risultato sbloccato al diciannovesimo minuto: una finale bella, spettacolare, che fa storcere il naso ai puristi della tattica, ma tant’è, se ne può fare a meno per una volta, se ci si diverte. La Croazia fa girare la palla, attacca, cerca di creare gioco. La Francia sgomma, accelera, ribalta il campo con la velocità dei suoi giovani e l’intelligenza di un attaccante, Olivier Giroud, che magari non va in copertina sulle riviste sportive, ma che sa come pochi aprire spazi per i compagni.

 

L’epilogo di questa Coppa del Mondo di non grande spettacolo è il modo migliore per dimenticare questa Coppa del Mondo di non grande spettacolo. Soprattutto per noi italiani spettatori disinteressati ma davanti la televisione, perché è comunque calcio e vale la pena vederlo. Indipendentemente da come è andata a finire, dalla vittoria dei cugini antipatici, quei francesi contro i quali, in molti bar e salotti, si è gufato senza nemmeno troppo nasconderlo. Ha vinto la giovane Francia contro la navigata Croazia. Ha vinto ancora la Francia e peccato che le favole nel calcio, non sempre vanno a finire bene. Anche perché, sarà stata anche la prima finale della sua storia, ma la Croazia favola non era. Perché considerare favola una squadra con in campo gente come Luka Modric, Ivan Perisic, Mario Mandzukic, Ivan Rakitic e compagnia, vuol dire sminuire altre storie fatte di giocatori sconosciuti e idee geniali. Ha vinto la Francia e va bene così, si stapperà Champagne in onore di Didier Deschamps, quello che in Russia doveva preparare la squadra per il prossimo Mondiale all’eroe nazionale Zinedine Zidane e che invece la Coppa del Mondo l’ha alzata.

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Commenti all'articolo

  • andreas.masieri

    18 Luglio 2018 - 15:03

    Tifare Francia e Macron? No grazie...

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  • luigi.desa

    16 Luglio 2018 - 12:12

    Ma la Francia ha anche un grande cascatore al pari di quello del Brasile.

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  • Giovanni Attinà

    15 Luglio 2018 - 23:11

    Sì, caro Battistuzzi, ma la Francia non meritava la vittoria. Il bel gioco è venuto solo dalla Croazia. Per la Francia ci ha pensato la dea bendata, oltre al portiere croato e qualche scelta arbitrale dubbia, in primis sulla punizione. Nel primo tempo la Francia non è esistita, poi la palla è rotonda e ognuno può pensarla come vuole. Infatti la Francia ha vinto con il non gioco, vale anche per la partita contro il Belgio.

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    15 Luglio 2018 - 20:08

    Vediamo il percorso dei frogs: vittoria stentata con l'Australia e il Perù, allenamento con la Danimarca, vittoria con l'Argentina propiziata da un rigore che non c'era perché il fallo comincia fuori area e da un gol incredibile e svirgolato dello scarpone Pavard, che se ci riprovasse altre 100 volte non prenderebbe neanche la porta, vittoria con l'Uruguay che giocava senza Cavani infortunato, vittoria immeritata contro il Belgio, vittoria finale, Sacchi dixit, dopo aver subito il gioco della Croazia e vinta con un'autorete, un rigore dubbio, un rimpallo fortunato per il terzo gol, riposando un giorno in più e giocando 90' in meno dei croati. Giove Pluvio giustamente si indigna e manda un acquazzone al momento della premiazione (ma come si fa a non pensare ad un palco coperto?) Chi nel 94 parlò in maniera ingiustificata del culo di Sacchi (che arrivò comunque secondo), di cosa parlerà ora nei confronti di Deschamps?

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