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Guai a difendere la politica, ma chi vota non è da meno. Una giustificazione
I complottisti fanno numeri più grandi di qualsiasi terzo polo, mentre gli indifferenti di Civitanova Marche sono dentro al 40 per cento degli indecisi
di
3 AUG 22
Ultimo aggiornamento: 04:00 AM

I leader di Pd e Azione, Enrico Letta e Carlo Calenda (Ansa)
Alla vigilia delle elezioni del 25 settembre 2022, permettetemi di mitigare il giudizio complessivo sulla nostra classe politica. Non perché siano difendibili; ma perché sono giustificabili. Voglio dire: compito dei politici in questa fase storica è farsi votare e vincere le elezioni; tanto poi a governare (cioè spegnere incendi, rassettare e mettere a posto in attesa dell’estinzione di questa disgraziata specie) ci penseranno i tecnici, di solito dopo un testacoda economico o un frontale istituzionale – stando al poco che si sa del programma di governo Meloni-Salvini-Berlusconi, più preoccupati a giocare al fantaministri che a darsi una linea politica, l’obiettivo del loro esecutivo sarà un maxi tamponamento economico-diplomatico che tempo un anno e mezzo ci troveremo con al governo la protezione civile.
Premesso ciò, ai candidati alle elezioni non resta che fare i conti con gli elettori. Prendiamo l’ultimo rapporto Censis: il 5,8 per cento degli italiani è convinto che la Terra sia piatta; per il 10 per cento l’uomo non è mai sbarcato sulla Luna; per il 19,9 per cento il 5G è uno strumento sofisticato per il controllo delle persone. Sono tutti numeri superiori a qualsivoglia terzo polo, partito o coalizione di centro; idee stupidissime ma tutte al di sopra della soglia di sbarramento. Non importa che si voti con il Rosatellum o un altro sistema elettorale, maggioritario o proporzionale: la democrazia garantisce rappresentanza in Parlamento a tutte queste idiozie. Di fronte a un simile elettorato, pensate abbia senso parlare di patto di stabilità, riforma del fisco e della pubblica amministrazione, politiche sociali e Pnrr? Oltre alla propaganda russa, in questi anni abbiamo assistito inermi all’infiltrazione dell’irrazionale nel tessuto sociale; di fronte a questa fuga di massa nel pensiero magico, Salvini che si circonda di immaginette sacre è il minimo, anzi consideriamoci fortunati che ancora parli di migranti e non si sia già buttato sul soprannaturale – ma diamogli tempo: secondo me negli ultimi dieci giorni di campagna elettorale dirà che il problema del paese è il malocchio e passerà dal chiedere la pace fiscale alla pace esoterica.
Prendete Enrico Letta e Carlo Calenda: se vi paiono talvolta folli e autolesionistici, è solo perché non siete mai stati a cena con dei loro elettori – al confronto dei quali Calenda è una persona equilibrata, per nulla isterico, che ha risolto tutti i problemi con il proprio ego.
Non da ultimo, soffermiamoci sul barbaro omicidio di Civitanova Marche – per dare la misura di che razza di campagna elettorale stiamo vivendo: finora il fatto elettoralmente più eclatante e polarizzante è un caso di cronaca. La madre dell’assassino ha dichiarato: “Mio figlio non è razzista, è malato”. Distinguo che vale probabilmente per l’80 per cento dell’elettorato dei populisti.
Non da ultimo, soffermiamoci sul barbaro omicidio di Civitanova Marche – per dare la misura di che razza di campagna elettorale stiamo vivendo: finora il fatto elettoralmente più eclatante e polarizzante è un caso di cronaca. La madre dell’assassino ha dichiarato: “Mio figlio non è razzista, è malato”. Distinguo che vale probabilmente per l’80 per cento dell’elettorato dei populisti.
Ma concentriamoci sui famigerati passanti, quelli che non solo e non tanto non sono intervenuti a separare la vittima dal carnefice, né sono scappati a gambe levate (che sarebbe stata una reazione tanto vigliacca quanto umanissima), i quali pur avendo un telefono in mano invece di chiamare soccorsi hanno preferito filmare il tutto. Questi indifferenti e cinici passanti sono probabilmente ascrivibili a quel famigerato 40 per cento di indecisi, che fanno gola da una parte e dall’altra e che possono decidere le sorti elettorali della nazione: è a loro che dovranno parlare la destra, la sinistra e il centro. Con quale pelo sullo stomaco Meloni, Letta, Salvini, Calenda, Berlusconi, Bonino, dovranno rivolgersi a questa gente, fargli promesse, piacergli, rappresentarli?