Scienza
IL PREMIO •
Il Nobel per la Medicina ai tre scienziati dell’optogenetica
Il premio a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel per le scoperte sui canali ionici attivati dalla luce, che hanno reso possibile studiare e stimolare cellule nervose selezionate con impulsi luminosi. Venerdì il Nobel per la Pace. Fra le candidature rese pubbliche c’è anche quella di Francesca Albanese

(Foto Getty)
Il Nobel per la Medicina 2026 è stato assegnato a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel, i tre scienziati che hanno aperto la strada all’optogenetica. Il riconoscimento premia le loro scoperte sui canali ionici attivati dalla luce, che hanno reso possibile studiare e stimolare cellule nervose selezionate con impulsi luminosi.
All’inizio degli anni Duemila Hegemann e Nagel hanno individuato in un’alga unicellulare una proteina fotosensibile, la canalrodopsina. Esposta alla luce blu, la proteina apre un canale nella membrana cellulare, gli ioni passano e si genera un segnale elettrico. Deisseroth ha poi introdotto nei neuroni il gene che la produce, dimostrando nel 2005 che la luce poteva attivarli. Due anni dopo il metodo funzionava già nel cervello vivo di un topo.
Da allora l’optogenetica è diventata uno strumento fondamentale per osservare il funzionamento dei circuiti nervosi e capire quali cellule intervengano nella memoria, nelle emozioni e nel comportamento. Viene impiegata nella ricerca sulle malattie neurologiche e psichiatriche e sono inoltre in corso studi per usarla nel recupero di alcune funzioni visive. Le possibili applicazioni cliniche sono comunque ancora in fase di studio.
Il calendario dei Nobel prosegue martedì 6 ottobre con la Fisica, mercoledì 7 con la Chimica e giovedì 8 con la Letteratura. Venerdì 9, a Oslo, sarà annunciato il premio per la Pace; lunedì 12 quello per le Scienze economiche. Tra le candidature al Nobel per la Pace rese pubbliche dai promotori c’è anche quella della relatrice speciale dell’Onu Francesca Albanese. La campagna che la sostiene parla di quasi trecento firme di aventi titolo in trentatré paesi, ma le candidature ufficiali e i lavori del Comitato restano segreti per cinquant’anni. Impossibile, quindi, dire chi sia davvero favorito.