Le malattie infettive che smontano la retorica di Kennedy

Le recenti impennate nei casi di morbillo, ciclosporiasi, West Nile e mpox lasciano pochi dubbi: il segretario americano alla Salute ha una chiara responsabilità politica per la situazione attuale, sulla quale pesano diverse decisioni, dal taglio dei dipendenti alle prese di posizione contro i vaccini

5 AGO 26
Immagine di Le malattie infettive che smontano la retorica di Kennedy

Foto ANSA

Robert F. Kennedy Jr. ha dedicato buona parte della sua ultima intervista alla CNN a spiegare che gli altri mentono. Mentirebbe Anthony Fauci, mentirebbero gli esperti consultati dai giornalisti, mentirebbe la comunità scientifica che da decenni studia i vaccini; Dana Bash, che gli chiedeva conto delle sue affermazioni, sarebbe stata ingannata e avrebbe ripetuto "come un pappagallo" ciò che qualcuno le aveva raccontato. Nel frattempo, il segretario alla Salute degli Stati Uniti sosteneva che il virus respiratorio sinciziale fosse nato da esperimenti di laboratorio, attribuiva alla ricerca biologica anche la malattia di Lyme e assicurava di non avere mai messo in dubbio l’efficacia del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. La prima affermazione contraddice la storia naturale di un virus isolato nel 1956 da animali affetti da un’infezione respiratoria; la seconda ripropone una vecchia fantasia cospirazionista su una malattia trasmessa da zecche e presente in diversi continenti; la terza cancella con una frase vent’anni di propaganda condotta dallo stesso Kennedy e dalle organizzazioni che ha guidato.
La scena più istruttiva è arrivata quando Dana Bash gli ha chiesto se riconoscesse una parte di responsabilità per il ritorno del morbillo, mentre gli Stati Uniti attraversano il secondo anno consecutivo con un numero di casi sconosciuto da decenni. Kennedy ha risposto "assolutamente no", ha attribuito l’epidemia alle chiusure adottate durante il Covid e ha dichiarato che gli Stati Uniti starebbero gestendo il morbillo meglio di qualsiasi altro paese. Ha poi assicurato di avere fermato i focolai "a velocità record", grazie alle telefonate ai governatori e all’invio degli epidemiologi federali. Il 30 luglio, i Centers for Disease Control and Prevention contavano 2.371 casi dall’inizio dell’anno, più dei 2.289 registrati nell’intero 2025, con 37 focolai e il 94 per cento delle infezioni associato a uno di essi. Nei due anni trascorsi sotto l’amministrazione Trump si sono così concentrati più casi di morbillo di quanti gli Stati Uniti ne avessero osservati nel resto del secolo.
Kennedy ha aggiunto che le comunità colpite sarebbero quasi esclusivamente gruppi religiosi contrari alle vaccinazioni, arrivando a sostenere che i mennoniti rifiuterebbero i vaccini dal 1796, l’anno della scoperta di Edward Jenner. Il ricorso a comunità chiuse e diffidenti verso lo Stato consente al segretario di rappresentare l’epidemia come il prodotto di una tradizione remota, sottratta all’influenza della politica contemporanea. I dati raccontano una situazione più ampia: la copertura nazionale con il vaccino MMR tra i bambini che entrano a scuola è scesa dal 95,2 per cento del 2019-2020 al 92,5 per cento del 2024-2025, lasciando circa 286.000 bambini di una sola coorte al di sotto della protezione richiesta per impedire una trasmissione sostenuta. In molte comunità la percentuale è ancora più bassa, mentre il 93 per cento dei casi del 2026 riguarda persone prive di una vaccinazione documentata.
Il deficit immunitario accumulato durante la pandemia contribuisce certamente alla situazione attuale e richiederebbe una campagna federale energica, fondata su un messaggio univoco e sull’accesso capillare alla vaccinazione. Kennedy ha invece trascorso l’inizio dell’epidemia del 2025 a presentare il vaccino come una scelta individuale, promuovendo la vitamina A e attribuendo qualità straordinarie a medici che proponevano trattamenti privi di prove adeguate. Soltanto davanti all’insistenza di Dana Bash, il 2 agosto, ha guardato verso la telecamera e ha invitato i genitori a vaccinare i figli, riconoscendo che due dosi proteggono nel 97 per cento dei casi. Pochi minuti dopo ha riaperto la discussione sul presunto rapporto tra vaccini e autismo, sostenendo che gran parte del calendario infantile non sarebbe mai stata studiata e che le autorità scientifiche avrebbero ignorato segnali contrari. L’invito a vaccinarsi veniva così inserito dentro una costruzione destinata a rendere sospetto l’intero sistema che produce, valuta e raccomanda i vaccini.
Il morbillo rappresenta il punto in cui la responsabilità politica di Kennedy assume la forma più evidente, perché il suo potere istituzionale si è sovrapposto alla reputazione costruita come principale esponente americano del movimento antivaccinale. Le altre emergenze infettive in corso seguono dinamiche biologiche differenti, e tutte incontrano un sistema federale che la nuova amministrazione ha scelto di rendere più piccolo, meno stabile e più dipendente dalle decisioni politiche del vertice.
Dal primo maggio al 27 luglio, i CDC hanno ricevuto la segnalazione di 6.707 casi confermati di ciclosporiasi acquisita negli Stati Uniti, con 423 ricoveri e casi distribuiti in 45 Stati. Altri 11.500 episodi attendevano conferma o un’analisi capace di escludere un contagio avvenuto all’estero. La crescita rispetto allo stesso periodo del 2025 ha indotto l’agenzia a pubblicare aggiornamenti settimanali, mentre uno dei focolai è stato collegato a lattuga iceberg distribuita in nove Stati.
La Cyclospora possiede caratteristiche che rendono indispensabile una sorveglianza attiva: il medico deve richiedere un esame specifico, la diagnosi può arrivare con ritardo e la ricostruzione della filiera alimentare richiede dati raccolti in modo uniforme. Dal luglio 2025, FoodNet, la rete che sorveglia attivamente le infezioni alimentari in un’area comprendente circa il 16 per cento della popolazione statunitense, è stata obbligata a concentrare la propria attività su Salmonella ed Escherichia coli produttore di tossina Shiga. Il monitoraggio di Cyclospora e di altri cinque patogeni è diventato facoltativo. Un sistema progettato per cercare attivamente i casi è stato trasformato, proprio per questo parassita, in un mosaico dipendente dalle risorse e dalle priorità dei singoli Stati.
L’epidemia di ciclosporiasi offre quindi una corrispondenza concreta tra una decisione amministrativa e la perdita di capacità epidemiologica: l’agente infettivo arriva attraverso alimenti contaminati, mentre la rapidità con cui viene riconosciuto dipende dalla rete che raccoglie le diagnosi e collega tra loro i casi. Kennedy ha dichiarato che la situazione sarebbe sotto controllo, mentre i numeri continuavano a crescere e migliaia di segnalazioni restavano da classificare. La formula "sotto controllo" appartiene alla comunicazione politica; il controllo epidemiologico richiede personale, laboratori e dati comparabili, proprio le risorse sulle quali la sua amministrazione è intervenuta.
Anche la stagione del virus West Nile è cominciata in modo insolito. Alla fine di giugno erano stati registrati 48 casi, quasi cinque volte la media osservata entro quella data dal 2004, e 38 avevano sviluppato la forma neuroinvasiva. Il 28 luglio i casi erano saliti a 113. La diffusione dipende dalla circolazione del virus tra uccelli e zanzare, dalle temperature e dalle condizioni ambientali, mentre la protezione delle comunità passa attraverso la sorveglianza entomologica e il coordinamento con le strutture locali incaricate della disinfestazione. ArboNET continua a raccogliere i casi umani e animali; la sua efficacia dipende però da dipartimenti sanitari capaci di campionare le zanzare, diagnosticare le infezioni e trasmettere rapidamente le informazioni.
A questo quadro si aggiunge l’aumento dei casi americani di mpox da clade I, divenuti più frequenti dal marzo 2026 e saliti oltre trenta entro luglio. Il rischio per la popolazione generale resta basso e quasi tutti i casi riguardano persone che hanno viaggiato in paesi interessati dai focolai oppure loro contatti. La sorveglianza internazionale costituisce in questo caso la prima linea di difesa, perché consente di conoscere le aree di trasmissione, avvertire i viaggiatori e preparare i laboratori a distinguere i diversi cladi del virus. Nel gennaio 2026 gli Stati Uniti hanno completato, per decisione dell’amministrazione Trump e con la piena adesione di Kennedy, il ritiro dall’Organizzazione mondiale della sanità, rinunciando alla partecipazione ordinaria ai suoi meccanismi di cooperazione e scambio delle informazioni.
Questi quattro fenomeni possiedono gravità e origini diverse; insieme mostrano quanto sia irrazionale indebolire una rete epidemiologica mentre aumentano le occasioni nelle quali quella rete deve dimostrare la propria efficacia. Nel marzo 2025 il dipartimento guidato da Kennedy annunciò una riduzione di circa 10.000 dipendenti, destinata a sommarsi a pensionamenti e uscite volontarie fino a portare l’organico complessivo da 82.000 a 62.000 persone. Per i CDC il piano ufficiale prevedeva circa 2.400 posti in meno; entro la fine dell’anno, tra licenziamenti e abbandoni, l’agenzia aveva perso circa un quarto del personale. L’HHS assicurava che i servizi essenziali sarebbero rimasti intatti, mentre le strutture coinvolte segnalavano perdita di competenze e interruzioni operative.
Nei primi cento giorni dell’amministrazione, un’inchiesta dell’Associated Press individuò più di una dozzina di programmi federali di raccolta dei dati sanitari eliminati o compromessi. Il governo revocò inoltre 11,4 miliardi di dollari destinati ai dipartimenti sanitari statali e locali, colpendo personale e infrastrutture costruiti durante la pandemia e utilizzati per affrontare minacce infettive più ampie. Una parte dei fondi è stata recuperata attraverso i tribunali, con risultati diversi tra gli Stati che avevano promosso ricorso e quelli rimasti fuori dalle cause. Il disegno complessivo resta leggibile: la capacità di osservare la salute della popolazione è stata trattata come spesa amministrativa disponibile per i tagli.
Kennedy ha applicato lo stesso criterio alla politica vaccinale. Nel giugno 2025 ha rimosso in un solo atto tutti i diciassette membri dell’Advisory Committee on Immunization Practices, spiegando che la loro permanenza avrebbe impedito all’amministrazione Trump di ottenere una propria maggioranza prima del 2028. Il comitato che esamina efficacia e sicurezza dei vaccini è stato così ricostituito attraverso una selezione controllata dal segretario che da anni contesta le conclusioni raggiunte dalla ricerca vaccinale. Nel gennaio 2026 l’amministrazione ha tentato di ridurre il calendario infantile; un tribunale federale ha sospeso quella decisione insieme ai voti espressi dal nuovo comitato, lasciando temporaneamente in vigore il calendario precedente.
La preparazione alle epidemie future ha subito un intervento analogo. Nell’agosto 2025 Kennedy ha disposto la cancellazione o il ridimensionamento di ventidue investimenti della Biomedical Advanced Research and Development Authority dedicati ai vaccini a mRNA, giustificando la scelta con un giudizio generale sull’incapacità della piattaforma di proteggere dalle infezioni respiratorie. La valutazione dei singoli progetti è stata sostituita da una condanna della tecnologia, con la conseguente riduzione delle opzioni disponibili quando emergerà un nuovo virus per il quale la rapidità di sviluppo rappresenterà un fattore decisivo.
Durante l’intervista alla CNN, Kennedy ha descritto questo processo come una battaglia per la libertà e per il ritorno alla vera scienza. La sua idea di scienza coincide però con un’autorità personale che sceglie quali studi riconoscere, dichiara corrotti gli organismi che raggiungono conclusioni sgradite e affida la prova delle proprie tesi a documenti citati in modo parziale. Quando Dana Bash gli ha ricordato che la National Academy of Sciences sostiene l’assenza di un rapporto causale tra vaccini e autismo, Kennedy ha invocato un altro rapporto della stessa istituzione e ha proseguito come se la frase appena ascoltata fosse priva di esistenza. La tattica consiste nel produrre abbastanza rumore da rendere ogni fatto discutibile, lasciando alla voce più aggressiva il compito di proclamarsi vincitrice.
Le infezioni sfuggono a questo trattamento. Il morbillo si trasmette quando incontra persone prive di immunità; la Cyclospora continua a circolare negli alimenti finché i casi restano scollegati; West Nile segue le popolazioni di zanzare e mpox attraversa le frontiere insieme alle persone infette. Le parole del segretario incidono sulla copertura vaccinale e sull’organizzazione delle istituzioni, mentre virus e parassiti rispondono alle condizioni biologiche create dalle scelte umane.
Robert F. Kennedy Jr. può attribuire a Fauci la responsabilità delle chiusure, ai mennoniti quella del morbillo e ai laboratori l’origine di malattie conosciute da decenni. Può chiamare "riforma" la perdita di migliaia di dipendenti e presentare come recupero della fiducia la sostituzione degli esperti con persone scelte dal potere politico. I casi continuano intanto ad accumularsi nelle statistiche che ancora sopravvivono ai tagli, mostrando il prezzo di una sanità pubblica guidata dal principale produttore di disinformazione sanitaria del paese. Le piroette lessicali finiscono dove comincia la trasmissione di un agente infettivo; in quel punto, le chiacchiere del bugiardo in capo della sanità americana valgono esattamente zero.