in puglia

Emiliano accusa governo e Ue per la catastrofe Xylella, ma il primo responsabile è lui

Luciano Capone

Dopo aver appoggiato la folle inchiesta dei pm che dava la colpa agli scienziati e annunciato "cure" fantomatiche, di fronte al deserto degli ulivi in Salento il presidente della Puglia se la prende con chi voleva fermare la malattia

La Xylella avanza inesorabilmente in Puglia e ha ormai seccato decine di milioni di ulivi e prodotto miliardi di euro di danni, desertificando il paesaggio del Salento (per ora) e distruggendo un pezzo della sua economia. Il presidente della Puglia Michele Emiliano ha avuto il coraggio di affermare che “il governo e l’Unione europea sono fortemente responsabili di questa catastrofe”.

 

Il governo dell’epoca, ministro dell’Agricoltura era Maurizio Martina (Pd), nominò un commissario straordinario, il generale Giuseppe Silletti, per realizzare in accordo con la Commissione Ue un piano di contenimento che prevedeva l’eradicazione delle piante contagiate sulla linea di avanzamento del batterio da quarantena. Ma sull’onda della follia del “popolo degli ulivi” contrario agli abbattimenti, la procura di Lecce mise sotto inchiesta i ricercatori del Cnr che avevano scoperto il batterio e i dirigenti che dovevano fermarlo, accusati di aver diffuso l’epidemia sulla base di assurde teorie del complotto da parte di multinazionali e sull’ignoranza completa delle evidenze scientifiche.

 

Un’inchiesta folle e grossolana che ha sconcertato la comunità scientifica mondiale, ma che Emiliano accolse “come una liberazione” perché effettuata “da magistrati scrupolosi, prestigiosi e prudenti”. Era invece un cumulo di sciocchezze che ha fatto avanzare il batterio e la malattia, ma che al governatore del Pd piaceva visto che all’epoca era contrario agli abbattimenti, si accompagnava a complottisti e andava dietro a cure farlocche. Nel 2017, senza senso della decenza, Emiliano paragonò il piano per contenere la Xylella all’Olocausto: “Tagliare adesso sarebbe un po’ come quando nei campi di concentramento della Shoah si uccidevano gli ultimi prigionieri mentre stavano arrivando gli Alleati”. I “nazisti” erano quindi i ricercatori e le istituzioni, mentre gli “Alleati” le fantomatiche cure che non si sono mai viste. Il risultato è la catastrofe attuale.

 

Pochi giorni fa a Bari, nell’ambito dei 100 anni del Cnr, è stato organizzato un convegno sulla Xylella con ricercatori, istituzioni e imprese che hanno discusso su come si sia arrivati a questo disastro. Emiliano avrebbe dovuto partecipare, ma non si è presentato. Evidentemente un po’ di senso della vergogna gli è rimasto.

 

Di più su questi argomenti:
  • Luciano Capone
  • Cresciuto in Irpinia, a Savignano. Studi a Milano, Università Cattolica. Liberista per formazione, giornalista per deformazione. Al Foglio prima come lettore, poi collaboratore, infine redattore. Mi occupo principalmente di economia, ma anche di politica, inchieste, cultura, varie ed eventuali