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Cattivi Scienziati

Putin ha distrutto la comunità scientifica russa. Il caso di War Gonzo

Enrico Bucci

Semyon Pegov dice che gli scienziati russi gli hanno promesso di fargli ricrescere una gamba, amputata a seguito dello scoppio di una mina, in trenta giorni. Un'operazione impossibile

[Aggiornamento 8 novembre 2022] La dichiarazione circa la ricrescita della gamba da parte di un propagandista russo è semplicemente uno scherzo dello stesso, cui io ho abboccato a causa delle verifiche insufficienti che ho fatto - insufficienti, intendiamoci bene, perchè di più non potevo farne. L'Istituto tirato in ballo ha smentito e, come vedete dalla foto qui sotto, il propagandista russo in questione è sì ferito, ma non amputato.

  


   

La rigenerazione è la capacità di un organismo di far ricrescere una parte del corpo dopo un danno o la sua perdita. Molte specie di vertebrati anamni sono in grado di ottenere spettacolari risultati in termini di rigenerazione delle proprie parti corporee. Tra questi, l’esempio più famoso è costituito dalle salamandre, in grado di riparare e ricrescere arti, coda, occhi, mascella e cuore. La rigenerazione è presente anche fra i pesci: il pesce zebra adulto mostra una notevole rigenerazione delle pinne, delle strutture del sistema nervoso centrale o di interi organi, tra cui cuore, pancreas, fegato e reni. La capacità di attivare il programma morfogenetico di rigenerazione è quasi completamente persa principalmente nei vertebrati terrestri, con alcune eccezioni come la rigenerazione delle punte delle dita nei bambini e nei topi giovani, parti dell'orecchio in alcune specie di topo, o le corna nei cervidi. Le lucertole sono gli unici amnioti terrestri in grado di rigenerare una struttura lunga e complessa come la coda.

  
A questo elenco, a quanto pare, dobbiamo aggiungere un nuovo vertebrato terrestre: il propagandista russo

 

Semyon Pegov, uno fra i tanti accesi sostenitori dell’invasione e della distruzione dell’Ucraina, ha avuto la sventura di finire su una mina a Donetsk e di perdere una gamba, amputata il 23 ottobre scorso. Lo ha confermato al mondo lui stesso, utilizzando i suoi canali social da milioni di followers, a partire da Telegram, su cui scrive: “Sì, la mia gamba è stata davvero amputata, ma proprio ora l’Istituto di Citologia e Genetica dell’Accademia Russa delle Scienze sta coltivando le mie cellule staminali e promettono di farla crescere entro un mese. Quindi, certo, un’operazione complicata, ma tutto è molto positivo. Forse accadrà ancora più velocemente, questa è la prima esperienza di questo tipo”. 

  

Il mio amico Michele De Luca, uno dei migliori esperti al mondo in fatto di rigenerazione dei tessuti mediante cellule staminali, si era fermato a rigenerare la pelle dei bambini affetti da una rara condizione genetica, e per questo è riconosciuto internazionalmente e ha ricevuto diversi premi; ma che volete che sia quello che lui è riuscito a fare dopo oltre 30 anni di studio, quando la prodigiosa conoscenza russa promette di rigenerare un arto umano in 30 giorni?

   
Il resto della comunità scientifica è a malapena riuscita a ricrescere una gamba in un rospo adulto, un animale che non possiede capacità rigenerativa; ma si sa, gli scienziati di Putin non sono intralciati dall’inutile dovere di rendere precisamente verificabili le proprie ricerche, e come già con il vaccino Sputnik gli annunci fatti a mezzo social sono tutto ciò che basta per la verifica.

 

Chi, come me, ricorda l’eccellenza raggiunta dalla Russia in certi settori scientifici e ha collaborato più volte con alcuni colleghi di quel paese, chi di quegli scienziati ha apprezzato il coraggio, all’inizio della guerra attuale, non può che disperarsi di fronte all’ennesima buffonata propagandistica a cui viene piegata la scienza russa in salsa putiniana.

 
In attesa di vedere la ricrescita della gamba nel propagandista-salamandra, non resta che deplorare l’ennesimo, gravissimo danno che Putin ha arrecato al suo proprio paese e al mondo intero: la distruzione della comunità scientifica russa, divenuta semplice strumento di propaganda ove sopravvissuta, ma per lo più dispersa e isolata dal resto del mondo nonostante le buone intenzioni della comunità internazionale, in gravi difficoltà economiche e senza più nessuna autonomia reale nella propria vita accademica, a meno di non fuggire dalla madrepatria.

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