Anche gli scienziati russi hanno qualche dubbio sul vaccino anti Covid

Enrico Bucci

Il test che manca al termine della fase III, la voce debole della comunità scientifica, i regolamenti distorti. Perché l'annuncio di Putin non convince nemmeno a Mosca

Così, in Russia, importanti ricercatori hanno preso posizione contro i proclami del presidente Putin, che sarà in sella fino al 2036 grazie al recente cambio della Costituzione fatto approvare attraverso un referendum dall’esito scontato, il quale oggi si presenta anche come il risolutore della crisi pandemica.

   

Su Nature troviamo le dichiarazioni di Svetlana Zavidova, a capo dell’associazione russa delle organizzazioni che conducono i trial clinici in quel paese: "È ridicolo, ovviamente, ottenere l'autorizzazione su questi dati", afferma. Zavidova, come tutti i ricercatori, teme che senza una sperimentazione di fase III completa, somministrare il vaccino significa somministrare un prodotto di cui non sono certe né efficacia né sicurezza. "Il nostro sistema per il monitoraggio della sicurezza, credo, non è il migliore", aggiunge sempre su Nature, sottolineando i rischi per la salute derivante dall’iniezione di un prodotto di cui nulla è noto, nemmeno la qualità degli ingredienti utilizzati o il modo in cui essa è controllata.

   

   

   

Zavidova teme inoltre che l'approvazione del vaccino sarà "molto dannosa" per gli sforzi volti a condurre sperimentazioni cliniche di altri vaccini Covid-19 e altri medicinali in Russia. A Science ha dichiarato di “vergognarsi per la sua nazione”.

   

Sempre a Science, Alexey Chumakov, il figlio di quel Chumakov che dimostrò in Unione Sovietica l’efficacia e la sicurezza del vaccino antipolio di Sabin, afferma che il ministero della Salute non ricerca l’opinione della comunità scientifica russa come fa la FDA. "Non è una struttura che ha feedback o coerenza interna", afferma Chumakov. "Potrebbero avere un buon risultato e potrebbe darsi che il vaccino funzioni – questo sarebbe il caso migliore – ma penso che ci sia una probabilità del 20 per cento che [il vaccino] peggiorerà le cose". Dice anche che i regolamenti in Russia sono facilmente distorti. "Come dice un proverbio molto antico e classico: la severità delle leggi russe è compensata dal fatto che non è necessario seguirle".

      

Chumakov afferma che la comunità scientifica russa ha anche pochi virologi che potrebbero decidere sul vaccino Covid-19. "C'è così poca scienza rimasta in Russia dopo gli ultimi 30 anni che non molte persone sono ansiose di dire qualcosa contro corrente", dice Chumakov, che ha lavorato alla ricerca sul cancro negli Stati Uniti per più di due decenni. "E' molto facile fare un vaccino", osserva Chumakov, ed è molto difficile testarlo adeguatamente e dimostrare che funziona. "Questa è davvero una scommessa e non so come si possa decidere in anticipo".

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