Il silenzio degli incompetenti è d'oro

Redazione

Anche il prof. Galli chiede alla Grande Minimizzatrice Gismondo di tacere

E’ diventata popolare per non averci capito niente. E in virtù di questa innata qualità, che coltiva con dichiarazioni e commenti a raffica, continua a raggiungere il grande pubblico. Il problema è che il tema di cui discute è la più grande emergenza sanitaria del Dopoguerra. Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di Microbiologia dell’ospedale Sacco di Milano, è la Grande Minimizzatrice dell’epidemia. E’ la fonte scientifica di riferimento del “Milano non si ferma”, perché nelle prime fasi dell’emergenza dichiarò che l’epidemia da coronavirus era “appena più seria di un’influenza”. Poi ha dichiarato che “di malati per coronavirus ne abbiamo pochissimi, se ne contano su metà delle dita di una mano, tutti gli altri sono immunodepressi che avrebbero una complicanza anche da influenza”. E infine che c’è troppo allarmismo, che non siamo in guerra e che alla fine si sarebbe fatta fare “un ciondolo d’oro a forma di coronavirus che è bellissimo”. La realtà è sotto gli occhi di tutti: è una pandemia incomparabile con l’influenza e le persone muoiono a migliaia. Ma la Gismondo non si è fermata: ha continuato a diffondere tesi senza fondamento scientifico in tv e sul Fatto quotidiano, dove ha uno spazio fisso. Circa tre settimane fa diceva al Fatto che in Olanda avevano trovato la cura contro il Covid-19: “Fra meno di un mese potremo usarla”. Pochi giorni fa, sempre sul Fatto, rilanciava la tesi melonian-salviniana, screditata dalla comunità scientifica, del virus fatto in laboratorio o diffuso volontariamente: “Nessuno può pretendere né mai saprà la verità”. Massimo Galli, principe degli infettivologi e direttore delle Malattie infettive del Sacco (lo stesso ospedale della Gismondo), rispondendo a Radio Capital a una domanda sulla Gismondo ha detto: “Sono sconcertato. Molti colleghi hanno perso la possibilità di tacere su cose che non sapevano”. E ancora: “Quelli che hanno pensato di fare audience dicendo che ‘è poco più di un’influenza’ dovrebbero ritirarsi in un dignitoso riserbo”. Spesso il silenzio è d’oro, più di un ciondolo.