Una Maga minaccia per le cure innovative

Un nuovo farmaco contro il tumore del pancreas vittima del bullismo di Trump

21 OTT 26
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Donald Trump (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

La medicina corre, ma il mercato detta i tempi di accesso. È il paradosso che accompagna Rasonque. Daraxonrasib è il nuovo farmaco contro il tumore del pancreas metastatico che l’Agenzia europea dei medicinali ha raccomandato per gli adulti già sottoposti ad almeno una terapia. Per una malattia con poche alternative e una prognosi infausta, i risultati sono importanti: nello studio registrativo la sopravvivenza mediana è stata di 12,4 mesi, contro 6,7 con la chemioterapia standard. Non è una cura miracolosa, ma una prospettiva concreta per pazienti che hanno poche opzioni. Il parere dell’Ema, tuttavia, non è ancora l’autorizzazione definitiva della Commissione europea. E neppure questa basterà a rendere il farmaco disponibile. Prezzi e rimborsi si negoziano nei singoli paesi, mentre negli Stati Uniti il trattamento è già autorizzato e costa circa 39.800 dollari per trenta giorni. Qui entra in gioco la politica dei prezzi di Donald Trump, orientata a legare quelli americani ai livelli più bassi praticati negli altri paesi ricchi. Se vendere in Europa a condizioni meno remunerative rischiasse di imporre ribassi anche negli Stati Uniti, l’azienda avrebbe un incentivo a rinviare le negoziazioni europee, o almeno a dare priorità al mercato americano. E’ un rischio, non una decisione già presa. Ma rivela una fragilità strutturale: l’innovazione può essere riconosciuta dalle autorità regolatorie senza tradursi in accesso tempestivo. E c’è un secondo interrogativo, forse ancora più urgente: la capacità produttiva sarà sufficiente a soddisfare la domanda? Se l’offerta non reggesse, le conseguenze potrebbero investire anche i programmi di uso compassionevole già attivi, compreso quello italiano. Il diritto alla cura non può dipendere soltanto dalla velocità con cui un farmaco supera la valutazione scientifica. Servono negoziazioni tempestive, trasparenza sui vincoli di fornitura e garanzie per chi ha già iniziato a riceverlo. Altrimenti, i progressi della ricerca rischiano di rimanere soltanto una promessa per i pazienti che ne hanno bisogno.