Un rischio politico dietro al possibile reintegro dei sanitari radiati durante il Covid

Se questa è una norma salva No vax. L’emendamento approvato in commissione Affari sociali rischia di mandare un messaggio: ciò che durante la pandemia era stato ritenuto incompatibile con l’esercizio della professione medica oggi non lo è più

15 LUG 26
Immagine di Un rischio politico dietro al possibile reintegro dei sanitari radiati durante il Covid

Foto Ansa

Esiste un confine che la politica dovrebbe evitare di attraversare: quello che separa il legittimo riesame di una sanzione dalla riscrittura del significato di ciò che è accaduto. L’emendamento approvato in commissione Affari sociali, che apre alla possibile reiscrizione all’albo di alcuni sanitari radiati per fatti non dolosi connessi alla pandemia, si colloca esattamente su quella linea. Il punto non è negare che possano esistere singole vicende meritevoli di rivalutazione. L’ordinamento già conosce strumenti adeguati: ricorsi, garanzie procedurali, perfino la riabilitazione per chi ha riportato condanne penali. Il problema è un altro. Intervenire oggi con una norma speciale dedicata ai fatti legati al Covid trasmette inevitabilmente un messaggio politico. E quel messaggio rischia di essere che ciò che durante la pandemia era stato ritenuto incompatibile con l’esercizio della professione medica – la diffusione di tesi prive di basi scientifiche, il rifiuto degli strumenti di prevenzione validati – oggi non lo sia più. E’ una questione che riguarda il rapporto di fiducia tra cittadini e professioni sanitarie.
Un medico non esercita un mestiere qualunque. La sua autorevolezza deriva dalla competenza e dall’adesione alle conoscenze scientifiche disponibili. La scienza non può essere sostituita dalle convinzioni personali di chi cura. Durante la pandemia il paese ha chiesto ai professionisti sanitari un’assunzione di responsabilità straordinaria. Molti hanno pagato un prezzo altissimo. Altri hanno contestato i vaccini e promosso come presunte cure miracolose farmaci senza alcuna evidenza scientifica a sostegno. E’ su queste condotte che gli ordini professionali sono intervenuti. Una norma che, anche solo simbolicamente, appare oggi come un possibile colpo di spugna verso quel mondo No vax troppo spesso assecondato da questo governo. La credibilità della medicina si misura anche nella certezza che chi la esercita riconosca un principio semplice: davanti alla salute delle persone, l’evidenza scientifica deve prevalere sull’opinione.