I sindacati No green pass (ancora) contro Leonardo. Il comunicato delirante

Non si può "discriminare" chi non vuole ricevere il vaccino "per dubbi assolutamente leciti". Che aspettano le segreterie nazionali a prendere le distanze?
23 AGO 21
Ultimo aggiornamento: 10:32
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Foto LaPresse

Il green pass "è il grimaldello con cui si vuole impedire l’accesso al luogo di lavoro a chi non è in possesso. È l'estorsione di cui sarai vittima al lavoro. È la discriminazione del collega con cui fino a ieri facevi la pausa caffè e andavi a pranzo, e soprattutto non è una legge a cui si deve sottostare". Sembra una conversazione da bar tra incalliti no vax, invece è il comunicato stampa firmato unitariamente dalla Cgil, Cisl e Uil della Leonardo di Torino, un altro capitolo - forse il più delirante finora - della svolta no vax dei sindacati.
I tic ricorrenti ci sono tutti: "Siamo stati massacrati da una informazione incompleta e contraddittoria e da pensieri contrastanti di medici e scienziati", si legge nel documento che porta la firma di oggi e attacca l'azienda per aver applicato l'indicazione del governo di consentire l'accesso alla mensa solo per chi presenta il certificato verde; il vaccino, dicono, è "sperimentale" e non si può "discriminare" chi non intende riceverlo "per motivi di salute o semplicemente per dubbi assolutamente leciti visti i tanti effetti collaterali".
Le Rsu avanzano poi dubbi sulla legalità dello strumento usato sui luoghi di lavoro, tirando in ballo l'articolo 36 del Regolamento n. 953/2021 UE, che vieterebbe "la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate". In realtà il regolamento adottato lo scorso giugno da Parlamento e Consiglio europei fa riferimento alle persone che non sono vaccinate per motivi medici o perché non hanno ancora avuto l'opportunità di essere vaccinate, due condizioni che il green pass tutela per almeno due ragioni. La prima è che prevede la possibilità di effettuare tamponi rapidi in alternativa al vaccino, la seconda è che è stato introdotto in un momento in cui tutti quelli che vogliono hanno l'opportunità di essere vaccinati.
Che aspettano le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil a prendere le distanze da questo comunicato? Non farlo spianerebbe la strada a una deriva antiscientifica. Non stupirebbe che al prossimo congresso i segretari generali diventassero Pappalardo, Meluzzi e Barillari.