In America la mascherina è ancora un fatto politico (e giudiziario)

Sull'utilizzo dei dispositivi di protezione nelle scuole gli stati si muovono in ordine sparso, andando contro le indicazioni delle autorità scientifica. Con il rischio di battaglie in tribunale, come in Texas e Arkansas
14 AGO 21
Ultimo aggiornamento: 04:00
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(Foto LaPresse)

A volte, per capire come i fatti scientifici di per sé non contino poi molto nell’indirizzare il nostro modo di comportarci, ma assumano valenza diversa a seconda delle credenze preesistenti, vale la pena di osservare da vicino quel grande esperimento biosociale che la natura ha apparecchiato per noi, sotto forma di pandemia da Sars-Cov-2. Da un punto di vista prettamente biologico, è anche un modo per osservare come l’attività cerebrale dell’ospite umano possa influenzare la propagazione dei parassiti, modificando i comportamenti in versi più o meno favorevoli al virus che ci affligge. Consideriamo, per esempio, l’uso delle mascherine nelle scuole americane.
Dal punto di vista della comunità scientifica, le istituzioni deputate ad esprimerne il consenso sono state piuttosto chiare: la CDC raccomanda l’uso della mascherina in aula in tutte le scuole primarie e secondarie, sia per gli studenti che per il personale, indipendentemente dallo stato di vaccinazione. Questo perché, con la variante delta in circolazione e con moltissimi non vaccinati, specialmente nelle fasce più giovani, la pressione di contagio anche sui vaccinati, al chiuso, sarebbe sufficiente a provocare numerosi casi almeno di infezione, rendendo più difficile frenare l’epidemia.
Ora, di fronte ad una presa di posizione così chiara da parte di chi è deputato a tirare le somme delle prove e delle opinioni della comunità scientifica, ci si aspetterebbe un comportamento univoco, così come accade quando, essendosi rotto un tubo, l’idraulico ci spiega cosa sia bene fare: chiudere la chiave dell’acqua, e attendere la riparazione. Naturalmente, le cose sono molto più complicate di così, soprattutto perché mentre ognuno di noi decide individualmente se chiamare un idraulico, nel caso delle mascherine a scuola la decisione deve essere presa dalle amministrazioni e dal governo. La competenza, cioè, è in questo caso separata dal potere decisionale; e la responsabilità di una decisione, per giunta, non è più individuale, ma attiene ad una intera collettività.
I valori che formano la cornice mentale di riferimento di ciascuno, a questo punto, diventano molto importanti; specialmente se quei valori sono quelli sulla base dei quali si mantiene o si conquista il consenso politico necessario a governare. Così, in America abbiamo 10 stati, oltre al distretto della Columbia, i cui governatori hanno ordinato l’adozione delle mascherine nelle aule, in accordo con il parere della CDC; uno stato che richiede le mascherine solo a chi non sia vaccinato; e ben 8 stati che invece hanno proibito esplicitamente l’uso delle mascherine nelle scuole.
Ancora una volta, memi umani e geni del parassita Sars-CoV-2 competono o collaborano, definendo le dinamiche epidemiche; e alla fine, come già per la pandemia del 1918 proprio in Florida, questo si rifletterà nella nascita di evitabili focolai scolastici, immancabilmente legati alla diffusione prevenibile di un patogeno respiratorio.