Perché gli incentivi alla vaccinazione potrebbero rivelarsi controproducenti

Enrico Cicchetti

Molti stati hanno pensato a premi per chi si vaccina, da quelli monetari a biglietti della lotteria fino a scatole di uova o ingressi gratis allo stadio. Alcuni esperti dicono però che possono esserci conseguenze indesiderate

Non si tratta di no vax convinti, piuttosto di indecisi, persone che esitano a farsi il vaccino anche se ormai è chiaro che è quella l’unica via di uscita dalla pandemia. "Carota o bastone? I governi di tutto il mondo stanno affrontando la delicata questione di come convincere i cittadini esitanti a vaccinarsi. Le risposte spesso implicano una combinazione di incentivi e coercizione", scrive il Financial Times. I disincentivi e le misure restrittive come il green pass si sono dimostrare efficaci nell'aumentare i tassi di vaccinazione, almeno a breve termine, ma hanno provocato rabbiose proteste di piazza da parte di minoranze molto rumorose. Per questo gli incentivi alla vaccinazione sono sembrati a molti governi una soluzione ideale.

 

Il ricorso a premi per chi si sottopone all'iniezione è sempre più diffuso. Negli Stati Uniti, per esempio, l'amministrazione Biden ha chisto agli stati di pagare 100 dollari agli americani che decidono di farsi immunizzare e sta anche intensificando gli sforzi per convincere le aziende a concedere ai propri dipendenti del tempo libero per farlo. Il governo americano rimborserà le imprese che hanno concesso permessi retribuiti ai loro dipendenti per vaccinarsi. Il dipartimento del Tesoro ha spiegato che i soldi potrebbero provenire dai 350 miliardi di dollari di fondi d'emergenza che vengono dati a stati e città come parte del pacchetto di salvataggio economico approvato dal Congresso lo scorso marzo. Lo stato dell’Ohio ha offerto a ogni vaccinato la possibilità di partecipare a un’estrazione con in palio un milione di dollari: secondo l'Associated Press le vaccinazioni sono aumentate del 33 per cento. A New York sono stati regalati biglietti per concerti e partite di basket, corse gratuite in metropolitana o in treno. E non mancano i casi un po' "stranomavero", come quello dello stato di Washington, dove l'ente per i liquori e la cannabis ha offerto a tutti gli adulti che si vaccinano una canna di marijuana.

 

Nella città di Rajkot, nel Gujurat in India, gli orafi si sono uniti per regalare alle donne che si vaccinano anellini da naso d'oro, mentre agli uomini viene offerto un frullatore a immersione, secondo quanto riportato dall'Hindustan Times. Il comune di Delhi offre uno sconto del 5 per cento sulle tasse. In Cina due scatole di uova attendono i cittadini responsabili. Tra gli incentivi offerti dal governo cinese ci sono anche ali di pollo, fazzoletti, farina, premi in denaro, buoni spesa. I russi hanno ricevuto in omaggio un gelato, ad alcuni israeliani è stata offerta una lattina di Coca-Cola, birra, pizza o cholent, uno stufato di carne tradizionalmente consumato di sabato. Nel Messinese, la Coldiretti ha regalato passata di pomodoro. In provincia di Vercelli, il sindaco di Borgosesia ha offerto un pacchetto fitness nel centro sportivo comunale, mentre quello di Varallo un buono da 10 euro da spendere nelle attività commerciali del paese. Di recente il consiglio comunale di Liverpool ha regalato biglietti per una partita di calcio.

    

         

Eppure, nonostante l'entusiasmo dei governi, alcuni esperti avvertono che gli incentivi alla vaccinazione possono avere conseguenze indesiderate. Stephen Reicher, professore di psicologia all'Università di St Andrews sentito dal FT, sostiene che ci potrebbe essere un "effetto polarizzante". “Le persone che si sarebbero comunque vaccinate lo faranno un po' più in fretta, mentre coloro che sono riluttanti, invece, potrebbero diventare più rigidi. E così ti alieni proprio le persone che volevi conquistare”.

 

"Alcune pubblicazioni scientifiche suggeriscono che possono ridurre quella che viene chiamata la tua motivazione intrinseca", dice al quotidiano britannico il professor Heidi Larson, direttore del Vaccine Confidence Project presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine. “In altre parole, vieni vaccinato perché ottieni una ricompensa, non perché credi che sia la cosa giusta da fare”. Secondo Larson, inoltre, non è corretto dare premi ai ritardatari, discriminando – di fatto – coloro che si sono fatti avanti per primi. "Sebbene le campagne di informazione, i passaporti e gli incentivi per i vaccini attirino l'attenzione del pubblico, molti esperti affermano che il modo più efficace per aumentare la diffusione è semplicemente quello di rendere il più semplice possibile per coloro che hanno poco tempo e motivazione, ma non si oppongono attivamente alla vaccinazione, ottenere le proprie dosi", conclude il Financial Times.

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  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016