L'infermiera Glenda Grossi cura una paziente del reparto Covid del Policlinico di Tor Vergata, domenica 13 dicembre 2020 (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Quanto duro ha colpito il virus? Guardare i morti in eccesso

Enrico Cicchetti

Nel 2020 in Europa ci sono stati 297mila decessi in più rispetto alla media degli anni precedenti. Come varia l'andamento tra la prima e la seconda ondata

I numeri raccolti nella mappa di Eurostat ci dicono che nel 2020 Covid ha colpito e anche in maniera molto dura. L’Europa ha avuto 297 mila decessi in più rispetto alla media del periodo compreso tra il 2016 e il 2019. L'istituto europeo di statistica ha raccolto e diffuso i dati relativi all’andamento della mortalità nei primi undici mesi dello scorso anno.

 

 

Eurostat ha utilizzato l'elemento più efficace per misurare l’impatto della pandemia: la variazione della mortalità, cioè la differenza tra i decessi registrati nel 2020 e la media di quelli registrati negli anni precedenti. Indipendentemente dai tamponi effettuati, da quanto cioè si riesce a monitorare la diffusione del contagio, questo dato è affidabile perché mostra la differenza tra tutti i morti avuti da un paese durante la pandemia e la media degli anni precedenti (2016-2019).

        

      

N.B.: cliccando sul rettangolo sopra l'infografica puoi selezionare i paesi che ti interessa mettere a confronto


  

Spesso, nel dibattito pubblico sulla pandemia, vengono citati il tasso di mortalità, che è il rapporto tra decessi e abitanti, e tasso di letalità, cioè il rapporto tra decessi e malati. Entrambi questi dati non sono precisi: il tasso di mortalità non tiene conto del numero di contagi che ha avuto un paese e di un'altra ampia serie di fattori, dall’età media della popolazione alle abitudini sociali, fino al modo in cui i decessi vengono conteggiati, che può differire anche molto da stato a stato. Il tasso di letalità invece misura quanti morti ci sono stati rispetto al numero di contagi.

   

L’effetto della pandemia in termine di aumento dei decessi non è stato omogeneo nel tempo né nello spazio: la prima ondata, nella primavera dello scorso anno, ha colpito in modo particolare Italia e Spagna. In aprile ci sono stati dei picchi anche in Belgio e Olanda. Dopo un’estate di relativamente tranquilla, a ottobre la seconda ondata ha interessato soprattutto Repubblica Ceca e Polonia, e da novembre l’Europa dell’est, la Svizzera e l'Austria.

  

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  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016. Su Twitter è @e_cicchetti