Scoop: il Papa mangia, cammina e persino respira

Miracoli, trasparenza e accenti. Le notti insonni di Lorenzetto a fare le pulci ai giornali

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Foto ANSA

• Miracoli. Titolo dalla prima pagina di Avvenire: “Leone XIV mangia e cammina”. Inoltre respira. [15 ottobre 2026]
• Costituzione. Dopo che Virginia Libero, padovana, segretaria dei Giovani democratici, ha affermato: “Per noi parlare di Patria significa ripudiare la guerra, dare a tutti un salario dignitoso, garantire cure”, Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, si entusiasma e al tempo stesso si scandalizza perché la sinistra non ha avuto il coraggio di “benedirla per aver tradotto in lingua moderna gli articoli 3, 11 e 32 della Costituzione”. Che c’entra l’articolo 3? Il riferimento diretto al “salario dignitoso” si trova nell’articolo 36: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Urge ripasso della “Costituzione più bella del mondo”. [17 settembre 2026]
• Tre. Guido Olimpio sul Corriere della Sera: “Di recente Riad, Islamabad (potenza nucleare) e Ankara hanno firmato un patto, solo che i due alleati lo interpretano – per ora – solo in chiave difensiva”. Quando si dice non saper contare fino a tre. [12 ottobre 2026]
• Trasparenza. Giorgio Gandola sulla prima pagina della Verità: “Il Santo Padre ha parlato ai fedeli riuniti in piazza San Pietro con la massima trasparenza”. Di solito si riunivano di nascosto? No? Allora bisognava scrivere: “Il Santo Padre ha parlato con la massima trasparenza ai fedeli riuniti in piazza San Pietro”. [12 ottobre 2026]
• Congiuntivo. Alessandro Sallusti, direttore di Libero, nell’editoriale di prima pagina: “Peccato che a Giuseppe Conte che poco prima aveva detto ‘non firmerò un programma che preveda di continuare ad inviare armi a Kiev’ i riformisti del Pd Sensi, Quartapelle e Guerini hanno risposto all’unisono”. Il verbo all’indicativo andava evitato. La forma corretta, nell’italiano sorvegliato, è “abbiano risposto”. Di norma è richiesto il congiuntivo dopo verbi di pensiero e desiderio e dopo costruzioni impersonali come “è un peccato che”, “è necessario che”, “è giusto che”, che esprimono valutazioni, necessità o giudizi soggettivi. [14 settembre 2026]
• Conteggi. Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nell’editoriale di prima pagina: “Da Prodi a D’Alema, da questi ad Amato, per poi passare di nuovo a Prodi, Letta, Renzi e Gentiloni: in due legislature e mezzo, sette premier e otto esecutivi, considerando il bis di Baffino”. Considerando malamente, ci pare: i premier sono sei, non sette, perché Prodi e D’Alema hanno guidato due governi ciascuno. Gli esecutivi sono effettivamente otto: i bis da conteggiare sono due, quello di D’Alema e quello di Prodi. Belpietro scrive anche “capi bastone” e “volta gabbana”, inventandosi due grafie inesistenti nei dizionari: entrambe le parole vanno scritte unite, capibastone e voltagabbana. [16 settembre 2026]
• Età. Paola Pollo sul Corriere della Sera intervista “Lorenzo Posocco da Conegliano: 43 anni” (così il testo), stylist della cantante Dua Lipa, nato “il 25 settembre 1986”, si legge in un box della pagina. Quindi, essendo il pezzo uscito il 25 agosto, di anni ne aveva 39, non 43. Ma poi Pollo lo fa parlare di Dua Lipa in questo modo: “Nel 2015, su un set fotografico, lei aveva 20 anni e aveva appena lanciato un mini disco, io 34: un colpo di fulmine”. Ma se è nato nel 1986, di anni nel 2015 ne aveva 28 o 29, dipende dalla data, non 34. Perciò avremmo anche noi una domanda da porre: con tre età diverse, quanti anni ha Posocco? [25 agosto 2026]
• Torri. Leonardo Coen si occupa sul Fatto Quotidiano degli attentati compiuti l’11 settembre di 25 anni fa dai terroristi islamici negli Stati Uniti: “L’American Airlines 11 colpì la Torre Nord del WTC di New York alle 8 e 46. L’United 175 si sfracellò contro la Torre Sud alle 9 e 03. Un terzo aereo (American 77) si schiantò sul Pentagono, in Virginia, alle 9:37. Un quarto volo (United 93) si disintegrò in un campo a Shanksville, Pennsylvania, alle 10:03, perché i passeggeri si erano ribellati. Il film del terrore durò un’ora esatta”. A noi pare che sia durato un’ora e 17 minuti, non “un’ora esatta”.  In una scheda a corredo del pezzo, si legge che Guántanamo “è territorio americano dal 1898”. Sbagliato. Non è territorio statunitense. La sovranità ultima resta a Cuba. Gli Stati Uniti esercitano “complete jurisdiction and control” sull’area concessa in locazione. Inoltre la concessione di Guantánamo risale agli accordi del 1903, non al 1898. [10 settembre 2026]
• Donoso. Lo scrittore Vanni Santoni sulla Lettura del Corriere della Sera recensisce la nuova edizione di L’osceno uccello della notte di José Donoso (Gramma Feltrinelli): “Il lavoro iniziato dal Juan Rulfo di Pedro Páramo, chiaro predecessore di entrambi i romanzi, si realizza in questo dittico in un modo così perfetto – e così accecante per il contrasto – e a Márquez; quando invece la domanda è perché sia a volte così folle e oscura, guardate a Donoso. È tutto qua”. Sarà, ma qui ci sembra che manchi una parte per il tutto. Si parla di una modalità narrativa, il realismo magico, e il romanzo di Gabriel García Márquez a cui fa riferimento Santoni è ovviamente Cent’anni di solitudine. Ma che cosa voglia dire la parte che abbiamo evidenziato in corsivo deve averlo capito solo il recensore. [20 settembre 2026]
• Bellezza. Sull’Osservatore Romano, nel resoconto di un incontro tenuto a Seoul dal cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, si legge: “Grazie ad essi, infatti, si sono sperimentati la bellezza del servizio, della testimonianza, della conversione e della gioia della fede”. Concordanza sbagliata. Il soggetto è “la bellezza”, quindi “si è sperimentata”. I quattro sostantivi successivi sono complementi di specificazione. [15 settembre 2026]
• Accenti. Ah, gli accenti in spagnolo! Sul Corriere della Sera, in un’interessante intervista con Juan Martín (con l’accento, è obbligatorio) Guevara, fratello del più famoso Ernesto “Che” Guevara, l’inviato Andrea Pasqualetto sfoggia appunto un po’ di lingua iberica. Ora, capiamo bene che fosse inevitabile, su un giornale italiano, omettere un punto esclamativo e due punti interrogativi rovesciati, che all’inizio dell’esclamazione e delle interrogazioni sono anch’essi obbligatori. Ma Pasqualetto incespica di nuovo negli accenti. Così “Tè” va scritto “Té”, perché lo spagnolo non prevede accenti gravi, “Hablame” è “Háblame”, e “Felix Rodriguez” si scrive “Félix Rodríguez”. [5 settembre 2026]