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pulci di notte •
La fame? È “succulenta”, parola di critico letterario
Nemesi, comparizioni e contenziosi. Le notti insonni di Lorenzetto a far le pulci ai giornali
5 OTT 26

Foto di Szabo Viktor su Unsplash
• Succulenta. Andrea Cortellessa sulla Lettura del Corriere della Sera: “Noi la fame degli anni Cinquanta non l’abbiamo provata, né sappiamo quanto A.M.O. l’abbia fatta davvero; ma in questo suo scrivere impareggiabile la proviamo tutta, lancinante e succulenta”. Premesso che “A.M.O.” non sta per Area monetaria ottimale, bensì per Anna Maria Ortese, il che già grida vendetta al cielo, può esistere una fame “succulenta”, cioè piena di succo, succosa, molto gustosa, sostanziosa, come da definizioni dello Zingarelli 2026? Ma che lingua è? E, soprattutto, questo sarebbe un critico letterario? [27 settembre 2026]
• Alcun. Nel riferire al Tg3 delle ore 19 le parole di Barbara Floridia, senatrice del M5s, già presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, circa la rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report, la giornalista Giusi Sansone dice: “Queste modalità rappresentano un golpe, da oggi è impossibile alcun dialogo”. Siamo all’italiese. Non si tratta di un dettaglio stilistico: alcuno, con valore negativo, richiedeva in questa costruzione che il verbo fosse preceduto dalla negazione non. Sarebbe bastato dire “da oggi non è possibile alcun dialogo” oppure, più semplicemente, “da oggi è impossibile qualsiasi dialogo”. [28 agosto 2026]
• Nemesi. Veronica Gentili, nella rubrica Facce di casta sul Fatto Quotidiano, ci notifica che l’attrice Susan Sarandon “è stata cacciata dall’agenzia che la rappresentava da 10 anni con l’accusa di antisemitismo”. Sarandon si faceva rappresentare da un’accusa di antisemitismo? No? Allora bisognava scrivere: “È stata cacciata, con l’accusa di antisemitismo, dall’agenzia che la rappresentava da 10 anni”. La rubrica termina con questa frase: “Evidente Nemesi deve godere di un sofisticato senso dell’umorismo”. Siamo lieti di apprendere che la divinità della mitologia greca ha ora anche un nome proprio, Evidente, benché il suo senso dell’umorismo sia inferiore a quello involontario di Gentili. [28 settembre 2026]
• Pensata. Incipit dell’editoriale di Maurizio Belpietro, direttore della Verità, in prima pagina: “Non so a chi sia venuta l’idea: se sia stato Roberto Vannacci a proporsi come relatore, o la pensata sia stata escogitata da qualche fine stratega politico”. Escogitare significa “trovare col pensiero” (dizionario Treccani), quindi è come se Belpietro avesse scritto che è stata pensata una pensata, una tautologia lessicale rafforzata dal fatto che il periodo successivo comincia così: “Forse qualcuno avrà pensato...”. Si escogita una soluzione o un espediente oppure semplicemente si ha una pensata. [6 settembre 2026]
• Benedire. Nella sua rubrica Tuttifrutti sul Corriere della Sera, Gian Antonio Stella parla di un monaco che “fu promosso archimandrita del monastero di Privina Glava, in Vojvodina, dopo essere stato ripreso in un video in cui benediva le squadracce degli Scorpioni serbi”. Trattasi di errore morfologico di coniugazione molto diffuso in Veneto, terra natale di Stella. L’imperfetto di benedire, nella terza persona singolare, è benediceva. Come precisa la Treccani, “nell’italiano contemporaneo le forme dell’indicativo imperfetto e del passato remoto benedivo, benedii (al posto di benedicevo, benedissi) e maledivo, maledii (al posto di maledicevo, maledissi) sono da considerarsi scorrette, anche se hanno una notevole tradizione nell’italiano poetico e letterario”. [9 settembre 2026]
• Contenziosi. Marco Bresolin, corrispondente della Stampa da Bruxelles: “L’analisi tiene conto del volume d’affari globale delle società esaminate e stima in 7,5 miliardi gli extraprofitti generati soltanto all’interno del territorio dell’Unione europea: è questa la torta, destinata ad aumentare, sulla quale i governi promotori dell’iniziativa vorrebbero mettere le mani. Nel mirino ci sono soprattutto la polacca Orlen (2 miliardi di extraprofitti in Europa), la spagnola Repsol (1,3 miliardi), le britanniche Shell e Bp (rispettivamente 1,2 miliardi e 900 milioni), la francese TotalEnergies (un miliardo), l’italiana Eni (550 milioni), l’austriaca Omv (300 milioni) e la spagnola Moeva (120 milioni). Ma si tratta di una partita estremamente delicata perché si presta a contenziosi di tipo giuridico”. Esistono forse contenziosi di tipo non giuridico? Definizione di contenzioso, preceduta da dir. (diritto), sullo Zingarelli 2026: “Che concerne una controversia giuridica: procedimento contenzioso”. [24 agosto 2026]
• Davvero. Post del Corriere della Sera per una lezione del filosofo Massimo Cacciari: “La grande intuizione di Marx (ecco cosa si è avverato davvero)”. Cioè non si è avverato per finta? [4 settembre 2026]
• Checché. Dall’editoriale di Alessandro Sallusti, direttore di Libero, in prima pagina: “Un Paese come l’Italia non può essere governato, che ne dica anche Vannacci, con l’ideologia bensì con il pragmatismo”. Deve trattarsi di una nuova forma del pronome relativo indefinito checché (cioè “qualunque cosa”), qualificato come letterario o scherzoso dallo Zingarelli 2026, che riporta esempi ben diversi dall’enunciato sallustiano: “Checché avvenga, ho deciso di andarmene; farò così, checché tu ne pensi”. [31 agosto 2026]
• Affluenza. Sommario sul sito della Repubblica per le elezioni suppletive in Calabria: “Concluso lo spoglio, l’affluenza crolla al 22,34%”. Che c’entra lo spoglio? Il dato sull’affluenza era già definitivo alla chiusura dei seggi, non serviva la conta delle schede. [28 settembre 2026]
• Comparizioni. Cesare Zapperi sul Corriere della Sera parla di Mario Sechi, nominato direttore dell’agenzia Dire: “Sechi non fa mistero delle sue opinioni. Si fa difensore militante, come in tanti editoriali e comparizioni televisive”. Che il giornalista venga reclutato mediante mandati di comparizione? [22 settembre 2026]
• Integrale. Dal sito di Libero: “Elodie fa impazzire gli italiani: topless integrale (e gira una voce molto maliziosa)”. Titolo del tutto insensato. Topless significa già “senza la parte superiore (del costume)”, quindi con il seno scoperto; integrale significa invece “intero, totale”. Se con “integrale” si voleva dire “completamente nuda”, allora non è più topless: è nudità integrale. Se invece si intendeva “seno completamente scoperto”, integrale è ridondante, perché già implicito in topless. [20 agosto 2026]