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PULCI DI NOTTE •
Mephisto Waltz, un povero diavolo del giornalismo
Meclemburgo, suoceri e diavolerie. Le notti insonni di Lorenzetto a far le pulci ai giornali
25 SET 26

Foto di Roman Kraft su Unsplash
• Diavolerie. Il coltissimo Mephisto Waltz si presenta su Domenica del Sole 24 Ore con “O famo strano” (due volte nel titolo, a pagina 1 e a pagina 3, e due volte nel testo). Ovviamente manca l’apostrofo, “’O”, a segnalare l’aferesi della l in “lo”: così invece “o” sembra la congiunzione disgiuntiva, se non addirittura l’interiezione vocativa. Proseguiamo: “Inventata per mano di un poeta Sindaco”. Di solito, soprattutto se si tratta di progetti e non di oggetti (in questo caso, la Biennale di Venezia), per inventare si usa il cervello, non le mani. Ma poi: perché “poeta Sindaco”? Semmai, “sindaco poeta” (senza l’inutile maiuscola e con ordine invertito, dato che evidentemente poté dar vita all’iniziativa in quanto sindaco, non in quanto poeta). Andiamo avanti: “Messa in frigorifero durante la IIWW”. Se, anziché scrivere in italiano “Seconda guerra mondiale”, lo sconclusionato satanasso voleva proprio usare un’abbreviazione inglese, avrebbe dovuto farlo correttamente: WWII (World War II), non “IIWW”. E ancora: “Fino ad arrivare alla ‘confusion de confusiones’ del ‘68”. Anche volendo soprassedere sulla sciatteria di “‘68” con l’apostrofo scritto al contrario (come, poco sopra, “‘48”), se l’allusione è all’opera di Joseph de la Vega, il titolo esatto è Confusión de confusiones, con tanto di accento acuto sulla seconda “o”. E più avanti: “Stile Woodehouse”. Lo scrittore inglese si chiamava Pelham Grenville Wodehouse, non “Woodehouse”. Una prece. Per il povero diavolo. [13 settembre 2026]
• Scatoletta. Nella stessa rubrica, Mephisto Waltz pesta un’altra merda, è il caso di dirlo, con questa frase nel finale: “Immaginarsi la reazione di Piero Manzoni (1933-63), ormai tra quelli dei fu, lui che nella Biennale del ‘72 osò esporre la ‘Merda d’artista’, chiusa in una scatoletta di tolla”. A parte l’esoterica espressione “tra quelli dei fu”, comprensibile solo a lui, e l’esilarante effetto di un personaggio indicato con la data di morte il quale riesce a esporre 9 anni dopo il proprio decesso, e tralasciando anche l’ennesimo apostrofo capovolto, si dà il caso che Manzoni non abbia mai osato presentare la sua produzione corporale sottovuoto né alla Biennale del 1972 né a quelle successive, anche perché dal 1963 aveva traslocato nel mondo dei più, appunto. [13 settembre 2026]
• Pieno. Titolo del Corriere della Sera sul caro carburanti: “Pieno fino a 3 euro al litro”. Ma perché, se si riempie metà serbatoio, benzina e gasolio costano meno? [26 agosto 2026]
• Meclemburgo. Incipit dell’editoriale di Maurizio Belpietro, direttore della Verità, in prima pagina: “Dopo la Sassonia-Anhalt, Alternative für Deutschland ha conquistato anche il Meclenburgo-Pomerania”. In tedesco si scrive Mecklenburg, ma la forma italiana è Meclemburgo (non “Meclenburgo”), con la m davanti alla b, secondo la regola ortografica generale. Comunque, più avanti Belpietro si pente e toglie la n, trasformando però il Land in “Mecleburgo-Pomerania” e diversificando così l’errore. [22 settembre 2026]
• Radfem. Incipit della rubrica Il corsivo del giorno, a firma di Monica Ricci Sargentini, sul Corriere della Sera: “C’è una curiosa assenza nel processo italiano al woke: mancano le testimoni. Parlano soprattutto uomini che vi si sono opposti e intellettuali o politici che fino a ieri ne adottavano i principi. Restano fuori le femministe della differenza che per prime avevano denunciato il ‘no debate’, la cancellazione del sesso e della parola donna. Bollate come Terf, escluse, isolate. Sui social Shinigami Eyes segna tuttora Radfem Italia in rosso: una lettera scarlatta digitale”. Ma che diavolo significa? Perché un comune lettore dovrebbe sapere che Shinigami Eyes è un’estensione per Chrome e Firefox che sui social network contrassegna pagine, gruppi e utenti con vari colori, in rosso quelli classificati anti transessuali, in verde quelli pro transessuali? La “lettera scarlatta digitale” è una metafora usata da Ricci Sargentini per indicare un marchio pubblico e infamante, che può portare all’emarginazione. Bastava scrivere: “L’estensione Shinigami Eyes continua a contrassegnare in rosso Radfem Italia, social delle femministe radicali contrarie alla sostituzione del sesso biologico con l’identità di genere e favorevoli all’abolizione di prostituzione, pornografia, utero in affitto”. Ma purtroppo le cose semplici sono le più difficili, per i giornalisti. [29 agosto 2026]
• Unghia. “Gli occidentali sono bravissimi nel curare ogni specie di malattia, poniamo un’unghia incancrenita”, scrive Massimo Fini in un editoriale sul Fatto Quotidiano. Incancrenito significa che è “andato in cancrena” (Lo Zingarelli 2026) e ciò si può dire solo dei tessuti circostanti o del dito, non certo di un’unghia incarnita, participio passato che Fini con tutta evidenza ha storpiato. Il commentatore aggiunge: “Tiziano Terzani era completamente immerso nel pensiero orientale, anche per quello che riguarda la medicina, ma quando si ammalò per un tumore per curarsi se la filò nei migliori ospedali americani dove morì”. Non è così: Terzani si spense nella sua casa di Orsigna, una piccola borgata sull’Appennino con meno di 80 abitanti, frazione del Comune di Pistoia. [29 agosto 2026]
• Non. Alessandro Sallusti, direttore di Libero, nell’editoriale di prima pagina dedicato a Sigfrido Ranucci: “Nessuno, insomma, ha mai voluto torcere un capello al conduttore, neppure spaventarlo, bensì agevolarlo in farneticanti progetti, politici e non”. Aridaje! L’avverbio negativo olofrastico – così chiamato perché da solo costituisce un’intera frase – è soltanto no, quindi: “Politici e no”. [29 agosto 2026]
• Suocero. “Ignazio La Russa, presidente camerata del Senato, è andato all’attacco di Report, specificando che va cambiato perché si occupa, a suo dire, solo del governo e della destra in generale. Qui è con Denis Verdini, già condannato e oggi suocero di Salvini”, scrive Fabrizio d’Esposito, sul Fatto Quotidiano, a corredo di una foto di Umberto Pizzi nella rubrica Portfolio. Non avendo Matteo Salvini mai sposato Francesca Verdini, sua fidanzata, il padre della donna non può essere definito suocero del leader leghista. [24 agosto 2026]
• Sequestrati. Titolo da Leggo: “Avvelenate con la ricina, i 131 sequestrati in casa Di Vita”. Orpo, 131 ostaggi sono tanti! (Per fortuna la notizia sottostante chiarisce fin dalle prime righe: “Ci sono anche residui di pane, il cestino per l’immondizia, il contenitore con liquido medicale e una spazzola tra i 131 reperti sequestrati dalla polizia scientifica durante il sopralluogo di fine luglio nella casa della famiglia Di Vita”). [25 agosto 2026]
• Esclamazione. Incipit del servizio di Fabio Amendolara e Stefano Piazza, presentato come titolo di apertura della Verità in prima pagina: “C’è un esperto di tecnologie informatiche che ha lavorato su Immuni, green pass, cloud e infrastrutture strategiche della Pubblica amministrazione attraversando i governi Gentiloni, Conte e Draghi, e che oggi è alla commissione europea sull’identità digitale ma, nel 2018, quando era già nel team di Palazzo Chigi, fondò l’organizzazione di volontariato AI, che Autistici Inventati”. Voleva essere un’espressione di meraviglia? Allora manca il punto esclamativo finale. Se invece spiegava l’acronimo, andava tolto il “che”. [30 agosto 2026]