Rubriche
Pulci di notte •
Travaglio sbertuccia Chiara Valerio ma inciampa sul “ma”
Problemi di leggibilità e virgole di troppo nelle notti insonni di Stefano Lorenzetto a fare le pulci ai giornali

Foto LaPresse
• Ma. Nell’editoriale di prima pagina, Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, sbertuccia la scrittrice Chiara Valerio, a causa di “una colata di piombo su Rep dal titolo: ‘Il woke ha esagerato ma da quella cultura ho imparato tanto’”. E infierisce così: “L’assenza di virgola prima del ‘ma’ non deve stupire. La Valerio distribuisce la punteggiatura come gli chef il pangrattato: a manciate, ’ndo cojo cojo”. Ora, a parte che i titoli della Repubblica non li fa Valerio, chi ha insegnato a Travaglio che prima della congiunzione avversativa ma è obbligatoria la virgola? Lo Zingarelli 2026 al lemma ma riporta questi esempi d’uso, tutti privi di virgole: è povero ma generoso; non per sfiducia ma per precauzione; non di te mi lamento ma di lui. Il direttore del Fatto Quotidiano preferisce qualche esempio dalla letteratura, materia in cui Valerio è senz’altro più ferrata di me e di lui? “Attirava a sé non pur lo sguardo ma anche la mano”; “Ha ancora un che di nobile ma triste”; “Un gran divano di stoffa anch’essa verde ma chiara” (Luigi Pirandello, Una giornata). “Collocare le parole non secondo la prosodia e la metrica tradizionali ma secondo la mia libera invenzione”; “Le risponde una voce rimota ma limpida”; “Non peso di carne ma fascio di fiori”; “Non legno insensibile ma sì capace di afflato” (Gabriele D’Annunzio, Libro segreto). “Chi resiste oggi ma si piegherà domani” (Grazia Deledda, Canne al vento). “Niente di sudicio ma tutto povero” (Italo Svevo, Senilità). Tanto che la Treccani conclude: “Non si può assolutamente parlare di obbligatorietà della virgola prima delle congiunzioni avversative (a partire da ma)”. [25 agosto 2026]
• Sigarette. Concetto Vecchio sulla Repubblica intervista Carla Taibi, assistente di Emma Bonino. Domanda: “Hai fumato fino all’ultimo?”. Risposta: “Sì, le Muratti blu. Le accendeva e le spegneva”. Refuso a parte, la rivelazione è straordinaria: gli altri fumatori non spengono la sigaretta neppure quando vanno a fuoco le dita. [13 settembre 2026]
• Antecedente. Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nell’editoriale di prima pagina si occupa per l’ennesima volta del caso Ranucci e, con riferimento all’atteggiamento dell’ex conduttore di Report nei confronti di Valter Lavitola, esprime il seguente dubbio: “Però il silenzio totale su una persona che ha tradito l’amicizia e che, come sostiene il gip che ne ha disposto l’arresto, ha manipolato Ranucci fino a fargli credere di poter diventare premier e di essere nel mirino di servizi segreti stranieri, è piuttosto strano”. C’è un problema di leggibilità: il “gli” di “fargli” arriva dopo un inciso lungo (“come sostiene il gip che ne ha disposto l’arresto”) che allontana il pronome dal suo antecedente e costringe il lettore a tornare indietro per capire chi sia il soggetto psicologico di “poter diventare premier”. Era meglio scrivere: “Ha manipolato Ranucci fino a far credere al giornalista di poter diventare premier e di essere nel mirino di servizi segreti stranieri”. Più avanti, Belpietro aggiunge: “Poco prima che l’ordigno esplodesse, era rientrata la figlia e anche se la giovane non è stata coinvolta, comunque un padre non può certo ignorare il rischio che la banda di attentatori le ha fatto correre”. La virgola dopo “coinvolta” ne richiedeva un’altra dopo “e” per isolare l’incidentale concessiva. [2 settembre 2026]
• Scarto. Avvenire in un titolo di apertura: “Delpini: lo scarto diventa risorsa”. In che senso? La frase priva di virgolette dà l’impressione che “lo scarto” sia Mario Delpini. Immaginiamo quale sarà stata la reazione dell’arcivescovo di Milano, uso ad applicare anche a sé stesso le freddure, a volte surreali, di cui è specialista. [17 settembre 2026]
• Postuma. “Dalle carte depositate (il mese scorso) al riesame trapela perfino il ‘contributo’ di vecchie volpi dei servizi di intelligence come Marco Bernardini (già condannato a 5 anni e 8 mesi per l’affaire Telecom) che, scrive Libero, avrebbe raccontato di una telefonata postuma all’attentato fattagli da un ex collega dell’Aisi”. Così G. D. S. e Il. Sa. sul Corriere della Sera. I significati dell’aggettivo postumo sono i seguenti: “che è nato dopo la morte del padre”; “di opera pubblicata dopo la morte dell’autore”; “che si verifica dopo la morte di qualcuno”; “detto di ciò che avviene in ritardo”. Come faccia una telefonata a essere “postuma all’attentato” è difficile da spiegare. Tutt’al più poteva essere successiva all’attentato, o dopo l’attentato, o seguente all’attentato, tre varianti di sicuro meno infelici di quel “postuma”. [13 agosto 2026]
• Alto. Titolo da Magazine di Libero.it: “Larissa Iapichino, chi era il fidanzato (famoso) e con chi sta oggi: la vita privata della saltatrice in alto”. Alti e bassi del mestiere: Iapichino salta in lungo. [16 agosto 2026]
• Polsi. Dal Resto del Carlino, dicitura a corredo di una foto: “Angelo De Mattia. Ex direttore centrale Bankitalia. ‘C’è un grande interrogativo. Dal punto di vista della fattibilità concreta, mantenere due fronti nei quali i soggetti principali sono intermediari di levatura internazionale (l’azionista Generali per il fronte di Banca Generali e Crédit Agricole lato Banco Bpm) fa tremare le vene ai polsi’”. O De Mattia o il redattore incaricato della didascalia sono per la citazione letteraria un tanto al chilo. La locuzione corretta, nel significato di “impaurire, terrorizzare”, è quella dalla Divina Commedia di Dante Alighieri: “Aiutami da lei, famoso saggio, / ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi”. (Inferno I, 89-90). Polsi sta per arterie, derivando dal latino pulsum (battito). L’espressione le vene e i polsi non riguarda perciò le vene dei polsi, bensì le vene e le arterie in genere, cioè i vasi sanguigni di tutto il corpo. [21 agosto 2026]
• Erede. Editoriale di Tommaso Cerno, direttore del Giornale, in prima pagina: “Quasi 50mila ingressi in ventiquattr’ore e un fiume umano che ora il Marocco prova a fermare, sono il certificato di fallimento”. Complimenti per la virgola dopo “fermare”, che separa dal verbo “sono” il soggetto composto. [17 agosto 2026]
• Djokovic. In un’intera pagina dedicata a Novak Djokovic, Marco Ciriello su Domani sostiene che quella del 2023 è stata l’unica vittoria del tennista agli US Open. In realtà, il campione serbo ha trionfato a Flushing Meadows Park anche nel 2011, nel 2015 e nel 2018. [29 agosto 2026]