Per Dibba un’eliambulanza che oltrepassa l’Atlantico

Film mai visti, Dubai in Arabia Saudita e Mario Adinolfi biblico. Le notti insonni di Lorenzetto a far le pulci ai giornali

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(Foto La Presse)

Eliambulanza. Emanuele Buzzi e Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera parlano di Alessandro Di Battista, ricoverato in gravi condizioni a Cuba: “All’ex parlamentare – che ha deciso di non ricandidarsi e di lasciare i 5 Stelle dopo l’adesione di Giuseppe Conte al governo Draghi – l’esecutivo ha offerto la possibilità di rientrare a bordo dell’aereo di Stato. Ma lui e il Movimento hanno declinato l’offerta. Se le condizioni di salute lo consentiranno vorrebbe salire su un semplice aereo di linea. Altrimenti opterà per un eliambulanza e le spese saranno coperte dall’assicurazione, dal Movimento e dal Fatto Quotidiano, per cui stava lavorando”. Ora, a prescindere dal fatto che almeno uno dei due cronisti dovrebbe sapere che eliambulanza è femminile e quindi richiedeva l’apostrofo, riuscirebbero Buzzi e Piccolillo a spiegarci come farebbe un “elicottero adibito al trasporto di malati o feriti” (Lo Zingarelli 2026) a coprire senza rifornimenti un tratto di oceano di almeno 7.000 chilometri, posto che l’autonomia di volo della più performante delle eliambulanze non supera i 2.500? [31 agosto 2026]
Piccolo. Angelo Jannone, in un commento sul Tempo, accorcia proditoriamente il titolo di Un borghese piccolo piccolo, capolavoro di Mario Monicelli, omettendo la ripetizione dell’aggettivo: “Ricordate Un borghese piccolo?”. Non pago di ciò, a proposito del vendicativo protagonista afferma che “quasi nessuno riuscì neppure a considerarlo assassino”, dimenticando o ignorando che il borghese del titolo (interpretato da un magistrale Alberto Sordi) non si limitò a uccidere l’omicida del figlio, ma lo rapì e lo torturò con sadismo. Ben pochi possono aver parteggiato per il personaggio che Vincenzo Cerami, autore del romanzo, si è preoccupato di disumanizzare a mano a mano che la storia si dipana. [22 luglio 2026]
Virgole. Dall’editoriale di prima pagina del direttore della Verità, Maurizio Belpietro: “Ma Lavitola non è pazzo: è un uomo senza scrupoli chem dopo aver servito Silvio Berlusconi, ha cercato di estorcergli denaro”. Per una volta che poteva sottrarsi al suo conflitto permanente con le virgole, a Belpietro scappa una “m” al posto del segno di punteggiatura, cosicché la virgola dopo “Berlusconi” separa il soggetto della relativa dal verbo. Nel medesimo fondo si legge anche: “Dopo settimane passate a respingere le accuse con molte interviste e, nel mentre, continuava a lavorare all’idea di una discesa in campo di Ranucci”, quando invece la locuzione congiuntiva codificata nella lingua italiana è nel mentre che. Nello stesso giorno, il direttore della Verità riesce tuttavia a non smentirsi con questo periodo dedicato a Matteo Renzi in un secondo editoriale: “Eppure un mese dopo, l’uomo che giurava e spergiurava che mai avrebbe fatto un accordo con i 5 stelle perché sarebbe stata la fine della sinistra, proponeva un’alleanza con i 5 stelle”. Qui la virgola dopo “sinistra” torna a separare il soggetto dal verbo. Con l’aggiunta di una concordanza sbagliata: “un accordo (...) sarebbe stata”. Il gender dilaga. [13 agosto 2026]
Virgole. Editoriale di Alessandro De Angelis, vicedirettore della Stampa: “E non è un caso nemmeno che il cuore del messaggio di Mattarella, ruoti”. Virgola sbagliata: separa il soggetto (“cuore”) dal verbo (“ruoti”). “E tuttavia è difficile non leggere nelle sue parole sulle regole piegate alle circostanze, la riaffermazione di un principio più generale”. Altra virgola sbagliata: spezza il legame tra il verbo (“leggere”) e il complemento oggetto (“la riaffermazione”). Se va avanti così, De Angelis strapperà a Maurizio Belpietro l’esclusiva del conflitto permanente con le virgole. [31 luglio 2026]
Bengalesi. Veronica Gentili, nella rubrica Facce di casta sul Fatto Quotidiano, commenta le critiche di Massimo Cacciari rivolte contro il sindaco di Venezia, Simone Venturini, che ha bocciato la costruzione di una moschea chiesta dagli immigrati bengalesi, “aggiungendo in conclusione”, scrive riferendosi al filosofo, “un altro punto centrale, alla faccia delle ipocrisie di facciata: ‘È la comunità che manda avanti i cantieri. Avremo sempre più bisogno di loro’”. Anche volendo sorvolare su “faccia” accoppiato a “facciata”, l’ipocrisia è una simulazione, quindi risulta difficile immaginare che possa non essere una questione di facciata. Inoltre, da come scrive Gentili, pare che avremo sempre più bisogno di cantieri che non di bengalesi. Buono a sapersi. [31 agosto 2026]
Arabia. Alessandro Bocci e Monica Colombo sul Corriere della Sera riportano, senza chiosarlo, un post di Andrea Pirlo, bruciato nella corsa verso la guida nella Nazionale di calcio a causa della bufera politica scatenatasi su un suo contratto con Fonbet, l’agenzia russa di scommesse. Afferma Pirlo: “Per rispetto delle istituzioni, della Figc e delle persone coinvolte, sinora sono stato in silenzio. Ma voglio dire che ho sempre svolto la mia attività nel rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione oggetto delle polemiche nasce nell’ambito del mio percorso in Arabia Saudita ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva”. Peccato che Pirlo alleni l’United FC di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e non abbia mai avuto un incarico professionale in Arabia Saudita. I due Paesi sono Stati distinti e sovrani: gli Emirati Arabi Uniti non sono una regione dell’Arabia Saudita. (Dettaglio non trascurabile: sulla pagina ufficiale Facebook di Pirlo vi è correttamente scritto “percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti”). [27 luglio 2026]
Loos. Marino Freschi sul Giornale presenta la nuova edizione di Vecchia terra nuova di Theodor Herzl (Castelvecchi): “A cavallo tra 800 e 900 Vienna era una straordinaria fucina di idee, progetti, opere artistiche: da Klimt a Hofmannsthal, da Schnitzler a Alfred Loos”. Al di là degli apostrofi mancanti (Freschi avrebbe dovuto scrivere “a cavallo tra ’800 e ’900”, indispensabili per chiarire che si parla degli ultimi due secoli del secondo millennio e non di quelli precedenti all’anno 1000), il celebre architetto si chiamava Adolf Loos, non Alfred. [19 luglio 2026]
Adinolfi. Sulla Verità, in un articolo in difesa di Mario Adinolfi, fin dal sommario accostato addirittura ai grandi personaggi delle Sacre Scritture (“Nella Bibbia, Abramo e Davide commettono peccati e delitti però vengono perdonati perché hanno amato Dio con tutta la loro anima”), la scrittrice Silvana De Mari ragiona così: “Eppure Davide desidera Betsabea, moglie del fedele Uria. Organizza la morte del suo soldato, lo espone in prima linea perché venga ucciso e possa impadronirsi della donna”. Quindi Uria nelle intenzioni di Davide avrebbe dovuto copulare con Betsabea anche da morto? No? Allora bisognava scrivere: “Per potersi impadronire della donna, organizza la morte del suo soldato, esponendolo in prima linea affinché venga ucciso”. E più avanti: “Abramo e Davide hanno commesso peccati enormi. Non vengono assolti perché i loro peccati vengono perdonati perché hanno amato Dio con tutta la loro anima”. Tanti perché, poca chiarezza. [20 luglio 2026]