Rubriche
pulci di notte •
Se inciampano nell’italiano, figuriamoci nel napoletano
Punizioni, ambiguità e puntini. Le notti insonni di Lorenzetto a far le pulci ai giornali
31 AGO 26

Foto ANSA
• Aferesi. Da cronisti che talvolta inciampano nella lingua italiana non si può pretendere dimestichezza con il napoletano. Sempre più spesso sui giornali si vede l’articolo determinativo lo anglicizzato anziché trascritto nel linguaggio partenopeo: o’ invece di ’o. Va da sé che nel primo caso l’apostrofo segnala la caduta della f di of, nel secondo della l di lo. Ed ecco infatti Ilaria Sacchettoni, che sul Corriere della Sera, occupandosi dell’attentato a Sigfrido Ranucci, riferisce: “Due degli arrestati conoscevano bene o’ nir, il camerunense Gomes Clesio Tavares”. (Fra l’altro, in napoletano nero si dice “niro”, non “nir”). L’indomani, sullo stesso argomento, Andrea Ossino si esibisce sulla Repubblica con questo incipit: “‘Nessuno si sarebbe fatto del male’. Ne erano certi. Lo aveva assicurato ‘quello’, come chiamavano il mandante. Tutto era stato previsto, organizzato, concordato: ‘Era nu’ cinema’”. Ma quale “nu’”! La forma corretta è “’nu”. Nella grafia napoletana, ’nu presenta un’aferesi, segnalata dall’apostrofo iniziale. Citazione classica da Le poesie di Eduardo (Einaudi) di Eduardo De Filippo: “Napule è ’nu paese curioso / è ’nu teatro antico, sempre apierto”. Fabrizio De André in Don Raffae’, composta con Mauro Pagani e Massimo Bubola, squaderna un’intera collezione di aferesi con l’apostrofo al posto giusto: “’o giornale”, “’o café”, “’o assessore”, “’e roulotte”, “’a croce”, “’o marito”, “’o gilley”, “’o Campari”, “’nu santo”, “’nu frate”. I giornalisti dovrebbero leggere almeno i testi delle canzoni. [27 e 28 agosto 2026]
• Punizioni. Volendo difendere Sigfrido Ranucci cacciato dalla conduzione di Report, Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, nell’editoriale di prima pagina finisce per affermare il contrario di ciò che pensa: “E come se non esistesse la magistratura, che può essere neutralizzata con gli abusi d’immunità quando tocca un parlamentare, ma non certo quando un lavoratore fa causa al datore di lavoro che lo punisce senz’aver violato alcuna regola, anzi dopo aver subìto un attentato”. Quindi il datore di lavoro ha punito Ranucci senza aver violato alcuna regola e addirittura dopo aver subìto un attentato. Sarebbe la notizia dell’anno se non si trattasse di un pasticcio sintattico in cui il soggetto implicito di “aver violato” e “aver subìto” coincide con quello di “punisce”, cioè la Rai. Per riferirsi correttamente a Ranucci, Travaglio avrebbe dovuto scrivere: “Quando un lavoratore fa causa al datore di lavoro che lo punisce, benché il primo non abbia violato alcuna regola e, anzi, abbia subìto un attentato”. Oppure: “Quando un lavoratore, pur non avendo violato alcuna regola e anzi avendo subìto un attentato, fa causa al datore di lavoro che lo punisce”. [29 agosto 2026]
• Ambiguità. Per completare l’opera, nello stesso giorno e nella stessa prima pagina Il Fatto Quotidiano pone questo titolo sopra la testata: “Netanyahu fa rientrare il figlio Yair per farsi aiutare in campagna elettorale. Ma è odiatissimo perché, mentre gli altri combattevano, si era imboscato negli Usa”. Quindi Netanyahu è odiatissimo per essersi imboscato negli Stati Uniti mentre i suoi connazionali combattevano? Trattasi di un’altra ambiguità anaforica, riguardante il soggetto sottinteso, che tende a coincidere con quello della frase precedente. “Ma è odiatissimo” sembra riferirsi a Netanyahu padre; “il figlio Yair” è soltanto il complemento oggetto di “fa rientrare”: non può diventare automaticamente il soggetto della frase successiva. [29 agosto 2026]
• Concordanza. Dall’editoriale del direttore di Panorama, Maurizio Belpietro: “Detto questo, però, stupisce il fatto che – da sempre – le conversazioni telefoniche, la posta e i messaggi di un parlamentare siano protetti e, per consuetudine, la magistratura non abbia il permesso di usarle”. Concordanza pronominale sbagliata. “Le conversazioni telefoniche, la posta e i messaggi” sono nomi di genere diverso, quindi il pronome andava posto al maschile plurale: “usarli”, non “usarle”. In presenza di elementi maschili e femminili coordinati, la regola ferrea stabilisce che prevalga il maschile plurale. [6 agosto 2026]
• Falso. Frase attribuita all’immunologo Alberto Mantovani in un titolo del Corriere della Sera: “La relazione tra vaccini e autismo è un falso smentito dagli studi”. Pertanto la relazione è vera. (Bastava titolare: “Un falso dimostrato dagli studi”). [25 agosto 2026]
• Zaia. Stefano Folli, nella sua rubrica Il punto, sulla Repubblica: “Si è parlato per anni dell’allora sindaco di Venezia (oggi ex), Luca Zaia, come anti-Salvini”. Siamo risaliti sino alla preistoria, senza trovare tracce di Zaia come sindaco di Venezia né come ex: solo come presidente della Regione Veneto. [19 agosto 2026]
• Puntini. Saskia Avalle parla sul Giornale della nuova edizione di Il Master di Ballantrae. Un racconto d’inverno di Robert Louis Stevenson (Adelphi), precisando che “esce tre anni dopo la storia della coppia che ancora sfata l’unicità dell’individuo, Dr. Jekyll e Mr. Hyde”. I puntini dopo “Dr” e “Mr” sono del tutto insensati, per quanto siano assai diffusi. Le parole di cui costituiscono l’abbreviazione (Doctor e Mister) terminano con “r”, mentre il punto nelle abbreviazioni segnala un troncamento, come in “dott.” o “mons.”. Qui, invece, non risulta troncato nulla: è stata semplicemente soppressa la parte centrale delle parole. Le forme corrette sono dunque “Dr” e “Mr”, senza punto. [19 luglio 2026]
• Carta. Lorenzo Cafarchio su Libero: “Alessandro Errigo, esponente del Pd, dice di aver fatto applicare la carta costituente”. Eravamo fermi alla carta assorbente. “Carta costituente” non è la denominazione della Costituzione, per la quale le espressioni consolidate sono la Carta costituzionale, la Carta fondamentale o semplicemente la Carta. Ma poiché nello stesso articolo Cafarchio aggiunge l’esortazione “tenetevi forti”, siamo ormai pronti a tutto. [12 luglio 2026]
• Virgolettato. Matteo Carnieletto sulla prima pagina della Verità: “Sigfrido Ranucci non smentisce e si limita a uno striminzito virgolettato al Tg1 per commentare gli audio, pubblicati dalla Verità, in cui afferma che dentro la Rai ci sarebbe ‘un po’ di mafia e di massoneria’”. Come si farà a rilasciare un virgolettato al Tg1? Con gli indici si tracceranno nell’aria i segni delle virgolette? Il virgolettato è, per definizione, “parte di un testo chiusa tra virgolette” (Lo Zingarelli 2026). In televisione non si rilascia un virgolettato, bensì una dichiarazione, una battuta, un commento. [26 luglio 2026]