Rubriche
Pulci di notte •
Rep. copia Mancini dall’Unità (con otto mesi di ritardo)
Uno scoop uscito otto mesi prima riproposto senza citare la fonte, il macigno di Belpietro e la tombola del Messaggero. Le notti insonni di Lorenzetto a far le pulci ai giornali

• Scoop. La Repubblica dedica una pagina, firmata da Alessia Candito, a una rivelazione: il generale libico Osama Njeem Almasri, condannato il 21 giugno a 7 anni e 4 mesi per torture, omicidi e stupri, non sarebbe mai entrato in carcere. A quanto pare, vive invece in una villa di Tripoli, da dove recluta e comanda una cybermilizia. Solo che la notizia era già uscita sull’Unità il 4 dicembre 2025, in prima pagina e a caratteri di scatola (“Almasri è libero? Forse non è stato mai arrestato, e ora viaggia e investe”), sulla scorta delle informazioni che Marco Mancini, ex numero due dei nostri servizi segreti, aveva fornito a Piero Sansonetti, direttore del quotidiano fondato da Antonio Gramsci: appartamento di 400 metri quadrati nel comprensorio dell’aeroporto di Mitiga, gite a Djerba con 18 guardie del corpo, investimenti sulla medesima isola per 10 milioni di euro. All’epoca, governo e opposizione, per una volta concordi, giuravano che il torturatore fosse dietro le sbarre, e nessuno raccolse. Un tempo la deontologia imponeva di citare chi mette a segno per primo un colpo giornalistico. Oggi basta aspettare otto mesi: la fonte evapora, lo scoop resta. [31 luglio 2026]
• Sonno. Titolo d’apertura dalla prima pagina del Giornale: “L’Italia che vuole il Pd”. Un’anfibologia esemplare. Infatti, la frase si presta a due diverse interpretazioni: l’Italia sta virando a sinistra e vuole che il Pd vada al governo; il Pd vuole una certa Italia e il quotidiano diretto da Tommaso Cerno s’incarica di spiegare ai lettori quale tipo di Paese ha in mente il partito di Elly Schlein. Tiriamo a indovinare: al Giornale avrebbero voluto titolare “L’Italia che il Pd vuole”. Ma non ne sono stati capaci. Il sonno della sintassi genera mostri. [31 luglio 2026]
• Tragica. Antonello Guerrera, corrispondente da Londra, sul sito della Repubblica: “Una sola cosa è certa: Sonia Exelby, di Portsmouth, Regno Unito, è la tragica vittima”. Come se potesse esistere una vittima comica. [28 luglio 2026]
• Corpo. Post del Corriere della Sera: “Ritrovato il corpo della bambina di nove anni scomparsa nel lago di Como: era in vacanza con i genitori”. Ferie a corpo morto. [21 luglio 2026]
• Macigno. Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nell’editoriale di prima pagina dedicato a Sigfrido Ranucci e a Report, racconta: “Già si sa dei rapporti con Lavitola, uomo che negli anni passati ha legato il suo nome a una serie di faccende assai torbide, per poi finire condannato per estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, accusato di avere indebitamente percepito denaro pubblico e pure di aver partecipato alla compravendita di alcuni parlamentari”. L’impressione è che l’”accusato” sia Berlusconi, perché in italiano, quando un’apposizione participiale segue immediatamente un nome, la regola interpretativa naturale è che sia legata a quello, salvo chiari segnali contrari. Per impedire che si riferisse all’ultimo sostantivo (“Silvio Berlusconi”), anziché al soggetto remoto della frase, bastava scrivere: “Con l’accusa di...”. Segue il consueto conflitto permanente con le virgole: “Chi esprime pesanti giudizi a proposito della televisione per cui lavora dovrebbe poi essere in grado di provarli e, soprattutto di fare nomi e cognomi”. Manca il segno di punteggiatura dopo “soprattutto”, che avrebbe trasformato l’avverbio in un inciso. Proseguiamo: “Non so quali elementi abbia Ranucci per sostenere tutto ciò, ma pare evidente che le confidenze all’amica ora sono una questione pubblica su cui è urgente andare fino in fondo”. L’espressione “pare evidente che” introduce una valutazione, un giudizio di Belpietro, non un dato oggettivo. In questi casi la subordinata completiva richiede di norma il congiuntivo: “siano”, non “sono”. Gran finale: “Ranucci non può lanciare il sasso, anzi un macigno, e nascondere la mano”. Lanciare con la mano un macigno (“masso di notevoli dimensioni”, Lo Zingarelli 2026) era impresa che sarebbe potuta riuscire solo a Golia, non certo a Ranucci. [26 luglio 2026]
• Cercasi. Titolo da Domani: “Bending Spoons e quel talento tutto italiano / Cercasi capitali coraggiosi”. Cercansi redattori che conoscano la grammatica. [27 luglio 2026]
• Satrapie. “Si tratta di un aspetto rilevante oggi, visto che la governance con cui l’imprenditore sta quotando SpaceX ricorda più una satrapia assiro-babilonese che un’azienda di mercato in una società democratica”, scrive Federico Fubini, parlando di Elon Musk nella sua newsletter sul sito del supplemento L’Economia. Il vicedirettore ad personam del Corriere della Sera confonde epoche e istituzioni lontanissime tra loro, separate da un intervallo compreso fra 5 e 13 secoli. La formazione statale babilonese si delinea infatti all’inizio del II millennio avanti Cristo, mentre la fondazione dell’impero assiro risale al 1100 circa avanti Cristo. La satrapia (distretto governato da un satrapo) nasce invece nell’impero persiano, istituita da Ciro il Grande (558-529 avanti Cristo) per organizzare le province via via conquistate. La divisione dell’impero in satrapie fu completata da Dario I, che regnò dal 522 al 486 avanti Cristo e ne istituì 20. [8 giugno 2026]
• Reati. Titolo dalla prima pagina della Verità: “Ai dem i minori vanno bene per votare / Per i reati, no”. I dem pretenderebbero che i minori, oltre che votare, andassero anche a rubare? [26 luglio 2026]
• Tombola. Pasquale Chessa sul Messaggero: “Nell’atletico giovane fotografato da Bruce Webber alla maniera di San Sebastiano per la campagna pubblicitaria di Versace (1996), si possono ancora leggere i simboli di una storia cominciata sei secoli prima. (...) Altri santi antipeste lo avrebbero affiancato (da San Rocco a San Cristoforo) ma sarebbe stata la postura sinuosa del giovane corpo, in sintonia il corpo di Cristo, a farne un’icona religiosa, in forme sempre più erotizzate, della bellezza omosessuale. (...) Nei tempi moderni, sono invece degli aereoplani a trafiggere il San Sebastiano (1989) di Keith Haring, 12 anni in anticipo sulle Torri Gemelle. Grande fu il ‘fracasso e romore’ sollevato dalla Capella Contarelli in San Luigi dei Francesi”. Ricapitolando: “Webber” anziché “Weber”; “in sintonia il corpo di Cristo” senza “con”, “aereoplani” anziché “aeroplani”; “Capella” anziché “Cappella”. Quaterna. Auguri per la tombola. [12 luglio 2026]