Rubriche
Pulci di notte •
Fornero prima vittima dell’hate speech? Breve cronistoria
Tra intuiti degni delle profezie post factum dantesche e latinorum, le notti insonni di Stefano Lorenzetto a fare le pulci ai giornali
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Elsa Fornero (foto LaPresse)
• Hate speech. Alessandro Da Rold sulla Verità: “Monti ha premesso di non avere ‘nulla da insegnare a nessuno’. Poi ha snocciolato il suo curriculum europeo, lungo quasi sessant’anni. E ha anche ricordato di essere stato, insieme a Elsa Fornero, bersaglio del primo hate speech in Italia”. Da Rold avrebbe dovuto chiosare che l’affermazione dell’ex premier Mario Monti è del tutto inverosimile. Anche volendo tralasciare i discorsi d’odio contro Bettino Craxi, Romano Prodi e Umberto Bossi, basterebbe consultare lo storico del blog di Beppe Grillo, dal 2007 al 2008, o riascoltare i suoi discorsi in pubblico nello stesso periodo, tutti contro Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani, sistematicamente definiti “psiconano” il primo e “Bersanetor” il secondo (crasi di Bersani e Terminator, cyborg killer dotato di sembianze umane, interpretato da Arnold Schwarzenegger nell’omonimo film di James Cameron del 1984). Due soli esempi: “Previti è un signore di una certa età che ha passato la vita a proteggere lo psiconano nei tribunali” (5 maggio 2007, vigilia del tour Reset al Datch Forum di Assago). “Ho il sospetto che la spazzatura campana sia un pretesto per rilanciare gli inceneritori. Quelli che ‘Bersanetor’ e D’Alema chiamano soavemente termovalorizzatori e che nessuno costruisce più in Europa” (5 gennaio 2008). [16 giugno 2026]
• Lavoro. Comunicato uscito dall’assemblea dei giornalisti del Secolo XIX che “proclama all’unanimità lo stato di agitazione”: “Nei giorni scorsi una richiesta di rettifica da un presunto responsabile privacy del Secolo XIX (di cui mai nessuno ha avuto comunicazione dell’esistenza) è arrivata ad alcuni giornalisti”. Il relativo “di cui” anticipa già il referente, sicché “dell’esistenza” suona del tutto pleonastico. Sapendo scrivere, bastava “della cui esistenza mai nessuno ha avuto comunicazione”. I redattori poi “chiedono rispetto per tutti i lavoratori di questo giornale che fornisce contributi di qualità ed è la voce di Genova e della Liguria da 140 anni di storia”. Se non di storia, di che altro? Di geografia? Di cronaca? Se questo è il livello della redazione, l’unico quotidiano che meriterebbe di risorgere a Genova è Il Lavoro, esercizio che sembra estraneo al Secolo XIX. [29 giugno 2026]
• Marcia. Nel recensire sulla Lettura la nuova edizione del profilo di Luigi Albertini curato da Corrado Alvaro, Giancristiano Desiderio osserva: “Ciò che colpisce è che Alvaro, che si ferma all’ottobre del 1924, prima della marcia su Roma, ha già capito tutto”. Un intuito degno delle profezie post factum dantesche: Alvaro avrebbe intuito nel 1924 ciò che era già accaduto nell’ottobre del 1922. [5 luglio 2026]
• Nulla. Maurizio Belpietro, direttore di Panorama, dedica l’editoriale d’apertura a Vincenzo De Luca, da poco rieletto sindaco di Salerno, sul conto del quale afferma: “De Luca ha quasi nulla da spartire con i vertici dei Dem”. Trattasi di errore grammaticale. Niente e nulla sono due pronomi indefiniti che “hanno forza di negazione solo quando sono preposti al verbo di modo finito: niente gli basta, nulla mi sorprende”, insegna Aldo Gabrielli nel suo Dizionario Linguistico Moderno (Mondadori). “Quando sono invece posposti, richiedono sempre, nel buono stile moderno, la negazione: non gli basta niente, non mi sorprende nulla; non sarebbe quindi ben detto: ‘Gli basta niente’, ‘Mi sorprende nulla’”. Del pari, nemmeno “ha quasi nulla da spartire” è ben detto. Serviva il “non”: “Non ha quasi nulla da spartire”. [24 giugno 2026]
• Nonostante. “Stipendi, quanto resta da spendere dopo l’affitto?”, titola il Corriere.it. All’interrogativo risponde Fabio Savelli, con questo incipit: “Il divario economico tra i lavoratori europei non si misura più soltanto negli stipendi, ma soprattutto nel reddito disponibile dopo il pagamento dell’affitto. È questo il quadro che emerge incrociando i dati del rapporto Ocse ‘Taxing Wages 2026’ con le stime sui costi abitativi nelle principali città europee. In questo confronto, l’Italia risulta tra i Paesi con il margine più ridotto di reddito residuo nelle aree urbane, nonostante livelli salariali inferiori rispetto all’Europa. Ciò è evidente in particolare a Milano”. Come sarebbe a dire? Nonostante significa “malgrado, a dispetto di”. L’uso di questa preposizione avrebbe avuto senso solo se il margine di reddito si fosse rivelato il più elevato, non il più ridotto. [20 giugno 2026]
• Latinorum. Alessandro Zaccuri su Domenica del Sole 24 Ore cita l’“elusivo latinorum del si vis pace, para bellum”. Ah, saperlo, il latinorum… (“Si vis pacem”, Zaccuri, non “pace”). [5 luglio 2026]
• Differenza. “Isole di calore. Meno asfalto, più alberi: così le città italiane possono perdere 4 gradi”, titola il sito della Repubblica. A corredo, due disegni per esplicitare il vantaggio di una città più verde: uno indica la temperatura di 36,1 gradi, l’altro di 41,7. Differenza: 5,6 gradi, non 4. Viene in mente Mario Brega in Un sacco bello: “Manco le basi der mestiere”. [9 luglio 2026]
• Ieri. Didascalia dal Corriere della Sera: “Il presidente russo Vladimir Putin si rivolge ieri alla platea dei partecipanti al Forum economico internazionale di San Pietroburgo”. Eravamo rimasti fermi a Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica, ma qui siamo già all’oggi di ieri. [6 giugno 2026]
• Costituzione. Stefano Folli su Robinson, supplemento della Repubblica: “In coincidenza con i 250 anni della Costituzione americana”. Peccato che ad aver compiuto un quarto di millennio sia la Dichiarazione d’indipendenza, adottata nel 1776, non la Costituzione statunitense, che dovrà aspettare ancora una dozzina d’anni prima di raggiungere (Donald Trump permettendo) il traguardo. [12 luglio 2026]
• Incubo. Un titolo da Milano Today ridefinisce il concetto di sollievo: “Presa per i capelli e picchiata davanti al supermercato: la fine di un incubo per una ventenne a Milano”. Non osiamo immaginare come sia stato l’inizio. Un sommario altrettanto surreale completa il quadro: “La vittima, una ventenne, era perseguitata da un anno e mezzo. In manette anche un secondo uomo che ha aggredito gli agenti per difendere l’attaccante”. Era l’ora di punta. [19 giugno 2026]