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pulci di notte •
Lo Zingaretti per Vannacci, “il” Zingarelli per Il Fatto
Chiara Ferragni, accenti dimenticati e virgole mancanti. Le notti insonni di Stefano Lorenzetto a far le pulci ai giornali
19 GIU 26

Foto Ansa
• Lo. Dal sito del Fatto Quotidiano: “Il vis-à-vis si sposta poi sui gay. Gruber osserva: ‘Lei ha detto che gli omosessuali non sono normali. Poi ha specificato che si riferiva al fatto che fossero una minoranza’. ‘No, mi riferivo al significato della parola normalità, che è quello comunemente accettato’, risponde Vannacci, che incespica in una gaffe citando il dizionario ‘Zingaretti’ anziché il Zingarelli”. Per sintetizzare la simmetria negli sfondoni, vi è un efficace modo di dire dei veneti: “Carnevàl che dise mal de quarésema”, carnevale che parla male della quaresima. (Davanti a parole che cominciano per vocale o per gn, ps, s impura, x, z, e anche davanti a parole che cominciano per i, y, j seguite da vocale, si usa l’articolo determinativo lo, non il. Lo specifica pure Lo Zingarelli 2026). [10 giugno 2026]
• Congiuntivo. Roberto Gressi sul Corriere della Sera: “Certo, ci sono due fiere oppositrici, e si chiamano Giorgia e Elly. Meloni la vuole la nuova legge elettorale. Per portarla a casa è pure disposta a mediazioni. Non è necessario il premione di maggioranza, bastano poche briciole, lo stretto indispensabile, quel tanto che basta perché chi vince governa e chi perde fa l’opposizione”. Nelle subordinate finali introdotte da “perché” o “affinché”, il tempo regolare del verbo dev’essere il congiuntivo, non l’indicativo: in questo caso, “governi” e “faccia”. [4 maggio 2026]
• Sit-in. Apprendiamo da Gabriella Colarusso della Repubblica che Narges Mohammadi, premio Nobel iraniana, “ha organizzato sit.in e proteste pacifiche”. Avrà progettato un sito indiano? (Si scrive sit-in, con il trattino, non con il punto. È un vocabolo inglese composto da sit, “atto di sedere”, e in, “dentro”: raduno di dimostranti che, stando seduti per terra, occupano luoghi pubblici a scopo di protesta). [12 maggio 2026]
• Subìto. Titolo dal Quotidiano Nazionale: “Lo Stretto ‘libera’ l’economia / ‘Ma l’agricoltura ha subito uno choc’”. Quindi, l’agricoltura ha avuto uno choc appena è stato liberato lo Stretto di Hormuz? Oppure l’agricoltura ha subìto uno choc derivante dalla chiusura dello Stretto? Ecco uno dei casi in cui è indispensabile un accento per distinguere “subito” (avverbio) da “subìto” (participio passato del verbo subire). Un “Nota bene” dello Zingarelli 2026 avverte, peraltro, che l’avverbio “talora si scrive con l’accento sùbito quando potrebbe essere confuso con subìto”. [16 giugno 2026]
• Bonifico. In un distico misteriosamente siglato “(E.C.)”, che introduce un’intervista di Panorama con Giorgia Meloni, firmata da Maurizio Belpietro, si legge: “L’aveva spiegato il premier in persona durante la conferenza stampa di presentazione. Alla base del Piano Casa, iniziativa del governo che promette 100 mila alloggi tra edilizia popolare riqualificata e abitazioni a prezzi calmierati fornite dai privati, c’è l’indice di sforzo sul mutuo. In soldoni, quanta parte di uno stipendio netto viene ‘mangiata’ ogni mese dal bonifico inviato alla banca”. Nel linguaggio bancario corrente le rate del mutuo vengono quasi sempre addebitate tramite domiciliazione bancaria (addebito diretto sul conto corrente), non mediante bonifico disposto ogni mese dal debitore. Il bonifico è un ordine di pagamento impartito dal correntista; la domiciliazione (oggi tipicamente tramite addebito diretto Sepa) è invece un prelievo automatico autorizzato in precedenza dal cliente. Pertanto, l’espressione “il bonifico inviato alla banca” è tecnicamente impropria se riferita al pagamento ordinario delle rate di un mutuo. Sarebbe stato più corretto scrivere, per esempio, “la rata del mutuo versata alla banca” oppure “l’addebito mensile della rata”. O, più semplicemente, “la rata del mutuo”. [13 maggio 2026]
• Camminare. Post del Corriere della Sera per le lezioni di italiano tenute da Gianni Turchetta (puntata dedicata al poeta Dino Campana): “Camminava cercando amore e verità: perché lo fecero impazzire?”. Perché lo misero a sedere, ovvio. [5 aprile 2026]
• Scandalo. Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, nell’editoriale di prima pagina: “È questo il merito della Flotilla, che ci ha spinti a seguirne anche questa missione con il nostro inviato Alessandro Mantovani a bordo: inverare il motto evangelico ‘Oportet ut scandala eveniant’ e sbattere in faccia a chi vuole soltanto rimuovere e dimenticare lo scandalo dei segregazionisti razzisti della banda Netanyahu che corrodono la democrazia israeliana e la coscienza del famoso Occidente libero. E alla fine, in ginocchio, ha vinto”. Messa così, sembra che qualcuno voglia rimuovere e dimenticare lo scandalo. Servivano due virgole: “Sbattere in faccia, a chi vuole soltanto rimuovere e dimenticare, lo scandalo dei segregazionisti razzisti”. [21 maggio 2026]
• Lei. Titolo dal Giornale: “Ravetto lascia la Lega: vado con Vannacci / ‘Lei non ci merita...’”. Quindi è Laura Ravetto a dichiarare, personificando la precedente formazione politica di appartenenza e usando il plurale maiestatico, che il Carroccio non la merita? Dal testo si evince il contrario, a giudicare dalla dichiarazione di un leghista intemerato: “Duro Claudio Borghi: ‘Da uno a dieci mi dispiace uno. Se uno cambia partito vuol dire che non ci merita’”. Ma allora è sbagliato il titolo, perché a pronunciare quella frase virgolettata può essere solo l’unico soggetto riconoscibile, cioè Ravetto. [20 maggio 2026]
• Ferragni. In un titolo il Corriere della Sera fa parlare l’avvocato che difende l’autore della tentata strage di Modena: “Chiamò la base Nato chiedendo un lavoro / Gli insulti a Ferragni / I segnali di una follia che stava avanzando”. In effetti, solo un matto poteva permettersi di insultare Chiara Ferragni, anziché congratularsi con l’influencer. [20 maggio 2026]