Veneziani e gli invidiosi che non conoscono la gioia di essere

L’ultimo filosofo per questi tempi ultimi abita a Bisceglie, e conclude sempre con una speranza. Alla fine del suo viaggio tra le rovine dell’umanesimo, nell’ultimo capitolo, si affida all’Essere. L’Essere di Heidegger? No, quello di Parmenide

4 NOV 26
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Foto ANSA

L’ultimo filosofo per questi tempi ultimi abita a Bisceglie ed essendo nei pressi vado a trovarlo. Nella sua nuova casa con vista sul mare, circondati dai libri parliamo a lungo di libri, com’è d’uopo tra bibliofili, o bibliomaniaci, quindi mi allunga “Homo Alien. La sostituzione dell’umano in nove tappe” (Marsilio). Marcello Veneziani conclude sempre con una speranza e alla fine del suo viaggio tra le rovine dell’umanesimo, nell’ultimo capitolo, si affida all’Essere. L’Essere di Heidegger? No, non siamo nella Foresta Nera, siamo in Magna Grecia: l’Essere di Parmenide.
Nelle ultimissime righe l’ultimo filosofo esorta a vivere la gioia di essere “che è qualcosa in più della gioia di vivere. Per quel che ci riguarda, la gioia di pensare, di leggere, di scrivere e di vivere nella luce. Essere è gioire”. E qui mi ricorda perfino Epicuro. Mentre fuori piove e tutti (tutti gli alienati) si lamentano. Perché, invidiosi, irosi, rancorosi, oltre che ignorantissimi, non conoscono la gioia di essere.