San Francesco sopravvive ai secoli. Gli infedeli vescovi come Zuppi no

San Francesco continua a ispirare gli artisti come otto secoli fa. C’entra la santità, ovvio, ma c’entra anche la figura. fra ottocento anni degli attuali don come il vescovo della CEI, che ha appena trasformato l’ora di religione in ora di islamizzazione, non si conserverà nessuna effigie in nessun museo

30 OTT 26
Immagine di San Francesco sopravvive ai secoli. Gli infedeli vescovi come Zuppi no

Foto LaPresse

Si visiti a Palazzo Sciarra Colonna, via del Corso, Roma, la mostra “Sulle tracce di Francesco” (fino al 10 gennaio). Si ammireranno molti San Francesco antichi e moderni, dipinti da pittori italiani e non (ci sono anche El Greco e Murillo) nel corso dei secoli, dal quindicesimo al ventunesimo (e dunque ecco i grandi contemporanei Stefano Di Stasio e Omar Galliani).
Sempre a Roma, sempre in questo periodo, si possono apprezzare altri San Francesco memorabili, sia all’Aracoeli sia a Palazzo Altemps, firmati dal maestro della nuova arte sacra Giovanni Gasparro. Insomma San Francesco continua a ispirare gli artisti come otto secoli fa. C’entra la santità, ovvio, ma c’entra anche, visto che sto parlando di figurativo, la figura. Ossia il peculiare e mistico aspetto, a cominciare dal saio.
Non esiste un pittore che voglia pennellare un prete in clergyman, gli rovinerebbe il quadro. E questo mi consola perché, fra otto secoli, degli attuali don della Caritas e degli attuali vescovi della CEI, compreso l’infedele cardinale Zuppi che ha appena trasformato l’ora di religione in ora di islamizzazione, non si conserverà nessuna effigie in nessun museo. Di costoro si perderà completamente la memoria. Fra otto secoli ma pure fra ottant’anni.