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Iniziare una nuova vita con gli armadi pieni di vita vecchia
“La varietà dei colori è la morte dell’eleganza”, diceva Domenico Rea. Oggi potrei benissimo indossare sempre e soltanto cravatte di maglia nera, ma cosa me ne faccio delle tantissime altre? Buttarle, regalarle, metterle in cantina?
15 OTT 26

Foto di Tim Mossholder su Unsplash
Domenico Rea, per colpa tua sono nei guai. Proprio dopo aver finalmente riunito tutte le mie cravatte in un unico armadio ho ritrovato una tua vecchia frase: “La varietà dei colori è la morte dell’eleganza”. E purtroppo le mie cravatte, che ho scoperto essere tantissime, sono in gran parte piuttosto colorate. Se per quanto riguarda giacche, camicie, pantaloni non ho quasi mai derogato dal monocromatismo (blu e dintorni), la cravatta l’ho sempre pensata come stacco, come eccezione. Che però adesso mi ha stancato.
Sono d’accordo con te, basta cravatte chiassose. Avevo bisogno di colore quand’ero spesso di malumore, ma da qualche tempo (lo dico a bassa voce, il mondo è pieno di invidiosi che se stai bene ci stanno male) ho superato quella fase. Oggi potrei benissimo indossare sempre e soltanto cravatte di maglia nera come Alain Elkann. Ma non voglio esagerare: forse indosserò sempre e soltanto cravatte blu e azzurre. Ed ecco il guaio: cosa me ne faccio delle tantissime altre? Buttarle, regalarle, metterle in cantina? E’ difficile iniziare una nuova vita con gli armadi pieni di vita vecchia.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
