La tortura preannunciata dell'Ariston

13 OTT 26
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Liberaci da Sanremo o perlomeno da quattro mesi di pre-Sanremo. Tanto per cominciare, da quattro mesi di dichiarazioni di Stefano De Martino. Io già boccheggio, come il pesce rosso dipinto da Enrico Robusti nel suo ultimo quadro intitolato giustamente “Festival”. C’è una famigliola abbastanza mostruosa intenta a guardare sullo schermo una cantante che si sgola, mentre la casa crolla. Con il pesce rosso nella boccia di vetro che appare costernato ma, per nostra fortuna, almeno lui è muto. Per sua fortuna l’animaletto non avrà sentito la preoccupante ammissione che il conduttore ha fatto l’altro giorno sul palco di Fanpage: “Tutto è politica”. Preannunciando la tortura di un Ariston in cui, oltre alle solite brutte e troppe canzoni, si infliggono allusioni, disquisizioni, pistolotti e prese di posizione. Cosa c’è di più insopportabile di Sanremo? Un Sanremo elettorale. Libera nos.