Il reato di sequestro di dipinto

Dovrebbero arrestare chi compra quadri al solo scopo di seppellirli nei caveau, per aver dimostrato che del valore artistico dei quadri non gliene frega assolutamente niente. Il libro di Orlando Whitfield

2 OTT 26
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Foto di In The Making Studio su Unsplash

“Una storia vera per capire, e temere, il mercato dell’arte contemporanea”. Vera e che però sembra fantascienza, vista dall’Italia dove il mercato dell’arte, contemporanea o non contemporanea, praticamente non esiste. “Quel che luccica” di Orlando Whitfield (Altrecose) è la storia di un giovane mercante d’arte inglese finito nelle terribili carceri americane per aver truffato vari speculatori di quel torbido settore, magari vendendo lo stesso quadro a due acquirenti ignari l’uno dell’altro: “Come fare in modo che lo stesso dipinto sia al contempo in due magazzini diversi? Semplice: metti una tela vuota delle dimensioni giuste in una cassa e la spedisci al magazzino in cui il nuovo proprietario attende di ricevere la consegna. Perché queste persone alla fine mica stanno comprando arte: stanno facendo soldi, e le casse non le aprono”.
Inigo Philbrick non era propriamente un Robin Hood, siccome rubava ai ricchi non per dare ai poveri ma a sé stesso, e però durante la lettura ho parteggiato per lui, ho sperato fino in fondo che non lo arrestassero. Dovrebbero arrestare chi compra quadri al solo scopo di seppellirli nei caveau. Per sequestro di dipinto. Per aver dimostrato che del valore artistico dei quadri non gliene frega assolutamente niente.