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Difendiamo il vino, bevanda fermentata e mediterranea
Nella febbre del bere probiotico, spopolano kefir e kombucha. Perché lasciare fuori il nostro orgoglio fatto di lieviti e alcol?
22 SET 26

Foto ANSA
Che il vino non perda il treno del bere probiotico. Sono venute di moda le bevande col K, kefir e kombucha, e sono entrambe bevande fermentate (la prima dal latte, la seconda dal tè), e sono entrambe bevande orientali, asiatiche. Entrambe contengono molti lieviti (da cui il salutare aspetto probiotico) e un pizzico di alcol. Caratteristiche che dovrebbero ricordare una bevanda fermentata con la V: il vino. Sebbene non tutto il vino abbia molti lieviti, anzi, molti vini di lieviti ne hanno proprio pochi.
In quelli prodotti col metodo cosiddetto classico, ossia il metodo champagne, questi utilissimi microrganismi sono volutamente eliminati: perversione dei produttori e ignoranza dei consumatori che pagano di più un vino meno vivo, per non dire mezzo morto. Il vino potenzialmente probiotico, e da promuovere come tale, è quello da metodo ancestrale, il vino vivo, il vino frizzante rifermentato in bottiglia, non sboccato, non filtrato, con tanti lieviti che ti muovono il bicchiere. Solo che non è una bevanda orientale, è una bevanda mediterranea (come il patriarcato).
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
