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PREGHIERA •
Una consolazione che mette tristezza
Bisogna essere davvero strani per trovare sollievo in un cavallo morto appeso per aria, in un papa ucciso da un meteorite o in tre manichini di bambini impiccati a un albero
19 SET 26

(Foto Ansa)
“L’arte è una buona consolazione per chi non crede in Dio”, dice Nicolas Ballario. A parte che per me Dio è una constatazione, non una consolazione, di quale arte sta parlando? Il titolo del suo libro sull’arte contemporanea, “Come un cavallo appeso al soffitto”, fa pensare subito a Maurizio Cattelan e dunque fa pensare subito malissimo. A me Cattelan ha sempre messo molta tristezza. Lui e la sua arte di morte, il suo ghigno da monatto, le sue opere fra goliardia e necrofilia, cinismo e nichilismo. Sempre un grande sconforto. Io sono strano ma evidentemente non abbastanza, bisogna essere ancora più strani per trovare sollievo in un cavallo morto appeso per aria, in un papa ucciso da un meteorite, in tre manichini di bambini impiccati a un albero… Credo che solo Nicolas Ballario sia capace di tanto e allora lo invidio: di orrore non rimarrà mai senza, il mondo, dentro e fuori le gallerie d’arte, ne è pieno.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
