Ranucci, Lavitola e i paesani permalosi

Eboli, Noepoli e Barletta. I paesani con le loro repliche si danno invariabilmente la zappa sui piedi, significa che i campanili esistono ancora

17 SET 26
Immagine di Ranucci, Lavitola e i paesani permalosi

Foto di Luciano Binetti su Unsplash

Che tenerezza i paesani permalosi. Gli ebolitani che si offendono perché ho giudicato una profanazione la presentazione del libro di Ranucci in una chiesa di Eboli: veramente accusavo l’arcivescovo di Salerno che ha dato il benestare, non loro, bastava leggere l’articolo, o capirlo. I noiesi che si offendono perché trovo Noepoli perfetta per i domiciliari del compaesano Lavitola, visto che in paese non succede nulla dal 1546: da misoneista qual sono mi sembrava un complimento.
E naturalmente i barlettani offesissimi dall’articolo di Guia Soncini sulla difettosa ospitalità della città della Disfida, un problema reale e lo dico da frequentatore abituale di Barletta che ha pure aspetti positivi ma che c’entra, la critica deve criticare e i criticati devono farne tesoro. Invece i paesani con le loro repliche si danno invariabilmente la zappa sui piedi, coi consiglieri comunali che non avendo argomenti ricorrono al povero espediente di scrivere “giornalista” fra virgolette. Che tenerezza i paesani permalosi: significa che i campanili esistono ancora.