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Bonaccini non ha studiato la storia d'Italia
Denigrando gli elettori incolti, l'ex presidente della regione Emilia-Romagna ha dimostrato di ignorare cosa è successo nel nostro paese. O di non averlo capito
29 AGO 26

Foto LaPresse
Bonaccini non ha studiato. Denigrando gli elettori incolti, dimostra di non avere studiato la storia d’Italia o di non averla capita. Non sa che la prima guerra mondiale fu voluta proprio da chi aveva studiato: non dai contadini né dagli operai ma dagli intellettuali follemente all’unisono (Benedetto Croce quasi unica eccezione). Non sa che il fascismo fu voluto proprio da chi aveva studiato: non dai contadini né dagli operai ma dai maestri di scuola, dai giornalisti, dagli scrittori. Non sa che il terrorismo fu voluto proprio da chi aveva studiato: il terrorismo rosso incubò all’università di Trento, quello nero maturò all’università di Padova. In Italia, o forse ovunque, funziona così: chi studia (specie materie umanistiche) non diventa sapiente ma diventa saccente. E dalla saccenza alla prepotenza il passo è breve. Come Orwell osservò, “gli intellettuali sono più totalitari della gente comune”. Bonaccini non ha studiato, né storia né molto altro a giudicare dal curriculum e dal livello delle esternazioni. E però doveva studiare ancora meno: ha comunque fatto lo scientifico e gli è bastato questo per insuperbirsi in modo tanto goffo. E’ sempre la mezza cultura che ti frega.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
