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Ti amo, vite
Contro la siccità e contro i suoi molti nemici, dalla birra ai cocktail, dagli astemi ai puritani. Elogio sentimentale della pianta che ci dà il vino e che sa di non voler morire
27 AGO 26

Nel Canavese la vendemmia 2026 prende il via già prima di Ferragosto: si prospetta come la più anticipata a memoria d'uomo (Marco Alpozzi/Lapresse)
Ti amo, vite, che un sentimento creaturale mi infondi nel cuore. Alla vigilia della vendemmia, ho camminato di notte in una vigna di malvasia e ti ho scoperto viva e reattiva. Non piove da troppo tempo, la terra è arida, tu hai molta sete ma hai escogitato delle contromisure: hai abbandonato alcune foglie, lasciandole appassire, per salvare i grappoli e te stessa. Alla luce dei telefoni ho visto che sei un essere vivente, vibrante, e, in qualche tuo misterioso modo, consapevole. Ho pensato ai tuoi tanti nemici, ancora più pericolosi della siccità: i bevitori di squallida cervogia, di mortiferi cocktail, i puritani, i maomettani, gli astemi... Se aumentano ancora, il vignaiolo sarà costretto a tagliarti. E tu, l’ho visto con i miei occhi, non vuoi morire. Ti difenderò finché avrò vita, vite.
Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
