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Nel programma di Futuro Nazionale c'è odore di polvere da sparo
Per il partito di Vannacci il cacciatore è “figura essenziale” e la caccia è “tradizione identitaria e strumento di gestione faunistica”. Un futuro per le carabine a canna rigata e dunque per l’uomo
26 AGO 26

Foto ANSA
Sant’Uberto, patrono dei cacciatori, nella seconda parte dell’interminabile programma di Futuro Nazionale ho trovato, finalmente, una pagina sulla caccia. Te lo dico subito: una pagina a favore della caccia. E’ un testo breve e ben mimetizzato, per ragioni che posso immaginare (ma i vannacciani non erano arditissimi?). La prosa è burocratica e tuttavia il senso è chiaro: il cacciatore è “figura essenziale”, la caccia è “tradizione identitaria e strumento di gestione faunistica”.
Quando leggo di “semplificazione delle procedure di controllo faunistico” sento già odore di polvere da sparo. Quando vedo scritto che “la crescita incontrollata di alcune specie, compresi i grandi carnivori, ha raggiunto livelli incompatibili con la sicurezza pubblica e con la sostenibilità economica delle imprese agricole”, sento già i lupi e gli amici dei lupi ululare. Sant’Uberto, conosco da lunga pezza la politica, so bene che fra un programma e la realtà c’è di mezzo il popolo sovrano e il parastato gramsciano, eppure, leggendo la pagina 106 del programma, mi è sembrato di scorgere un futuro per le carabine a canna rigata e dunque per l’uomo. E’ stata una visione o un’illusione?
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
