Il socialista Mussolini e Satana

In “E’ colpa mia. Mussolini come l’ho conosciuto” (biografia/autobiografia di Margherita Sarfatti) si riporta una confidenza mussoliniana sul satanismo, relativa al periodo giovanile di insegnamento in Carnia

19 AGO 26
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Foto ANSA

Una storia socialista. “E’ colpa mia. Mussolini come l’ho conosciuto”, interessantissima biografia/autobiografia di Margherita Sarfatti (Paesi Edizioni), mi ricorda che il fascismo è stato, come il comunismo, un’appendice del socialismo. Mussolini era socialista, la Sarfatti era socialista, il marito della Sarfatti (e avvocato di Mussolini) era socialista, Roberto Farinacci, segretario del partito fascista, era socialista, Cesare Rossi, vicesegretario, era socialista... Mi sembra evidente: più che della biografa, che del Duce fu amante e sostenitrice ma non certo inventrice, la colpa è del socialismo. E però questo lo sapevo già.
Il satanismo invece mi giunge nuovo. La Sarfatti riporta una confidenza mussoliniana, relativa al periodo giovanile di insegnamento in Carnia: “Era mezzanotte circa, all’improvviso l’imposta e la finestra si spalancarono: sentii un tuono e un lampo vivissimo illuminò un gentiluomo vestito di nero che mi guardava sorridendo. Ti conosco, Mussolini, disse. Grandi cose ti attendono. Mi chiamo Satana”. Cosa poteva andare storto?