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“Esercizi di memoria” di Jean Cau, un libro sempre attuale
L'opera è una brillante collezione di dissacrazioni. Si salvano in pochi e solo in parte: Camus, Montherlant e Sartre. Ma non si salva il popolo sovrano
23 LUG 26

Foto Getty
Settecolori, la mia nuova Adelphi, ha pubblicato “Esercizi di memoria” di Jean Cau (1925-93), avventuriero del giornalismo francese, amante della boxe e della corrida, prima segretario di Sartre e poi sceneggiatore di Alain Delon, e non credo ci sia bisogno d’altro per dirne l’evoluzione politica. Il libro è una brillante collezione di dissacrazioni: Mitterrand, Malraux, Hemingway, Tzara, Foucault ne escono male, Lacan ne esce malissimo. Si salvano in pochi e solo in parte: Camus, Montherlant e, inaspettatamente, proprio Sartre.
Non si salva il popolo sovrano. Jean Cau, non un entusiasta della democrazia, spiega a eventuali politici ingenui (dunque non al furbissimo, falsissimo Mitterrand) come ottenere successi elettorali: “1) Bisogna designare un avversario e non fargli alcuno sconto, perché il popolo è semplice e ha bisogno di idee e sentimenti bianchi o neri. Se gli si chiede di avventurarsi nel grigio, si sente perso. 2) Bisogna sempre fare promesse. Senza il carburante “Promesse”, il motore popolare non parte. Sì, ma se poi queste promesse non vengono mantenute? Non importa. Primo, ormai siete al potere; secondo, vi basterà promettere qualcos’altro”. Libro sempre attuale.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
