Il passato e il futuro della Cristianità in tre quadri

Una mistica visione durante la mostra di arte contemporanea dedicata a Fra Iacopone e a San Francesco, curata da Massimo Mattioli

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Tomba di Iacopone da Todi (1230-1306), cripta della chiesa di San Fortunato, Todi, Umbria (foto Getty)

Fra Iacopone, ho avuto una mistica visione. Proprio nella tua Todi, a pochi metri dalle tue ossa conservate nella cripta di San Fortunato... Non mi riferisco a Santa Maria della Consolazione, giù in basso, che pure è visione di purissima stupendissima Italia, e nemmeno alle visioni da colpo di calore che ho rischiato di avere durante la lunghissima salita sotto il sole cocente, sull’infinita scalinata che porta alla città alta (tu eri umile, Fra Iacopone, io sono superbo e non salgo sugli autobus, avrei preso volentieri un taxi ma non ce n’erano).
Mi riferisco a “Mystica visio”, la mostra di arte contemporanea dedicata a te e a San Francesco, curata da Massimo Mattioli. Negli spazi del Palazzo del Popolo, davanti alle tele di Chiara Calore, di Francesco De Grandi e di Olga Lepri, ho avuto la mistica visione di frati, frati santi, santi frati, francescani tutti col saio. La pittura mi ha sollevato in un mondo serafico, lontanissimo dal cattolicesimo presente che è precipitato nel dualismo, diviso in tifoserie ululanti e fin troppo riconoscibili: i cattoprogressisti in clergyman, i tradizionalisti in merletti. In quei tre quadri riconcilianti ho visto il passato e il futuro della Cristianità: Fra Iacopone, dimmi che non mi sbaglio.