L'imperituro dominio del gabbiano

Persino il discusso ddl Caccia, che pure amplia le specie che si possono abbattere, lascia intoccato il re dei cieli urbani: divino più di un bambino, un moloch al quale tributare sacrifici. L’uccello in via di proliferazione a cui si inchina un popolo in via di estinzione

30 GIU 26
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Foto Ansa

Dio Gabbiano, uccello sacro, immagino la tua soddisfazione ora che il ddl Caccia ha ulteriormente innalzato il tuo status. La sinistra anticaccia lo chiama ddl Sparatutto per l’apertura alla caccia di alcune specie fra cui il volgarissimo, sozzissimo piccione, meglio tardi che mai. Ma nemmeno la destra pro-caccia ha osato minacciare le tue nobili, spaventose ali (fino a un metro e mezzo di apertura). Togliendo ad altri uccelli l’immunità e confermandoti intoccabile, ha allargato il tuo dominio. Tu, Gabbiano Reale, idolo metropolitano, volatile venerato, padrone incontrastato delle terrazze di Roma, predatore dal becco feroce, divoratore di pulcini e passeri, colombi e gattini… Nemmeno le numerose aggressioni contro le persone hanno convinto il legislatore a desacralizzarti. L’altro giorno a Cesenatico hai colpito un uomo alla testa, il poveretto ha perso sangue, hanno dovuto mettergli sette punti di sutura. Peggio per lui. La nazione non è capace di commuoversi neanche di fronte alle numerose aggressioni ai bambini, ed è la prova che gli italiani preferiscono te ai loro piccoli. I bambini a certe condizioni si possono abortire, i gabbiani non si possono cacciare mai. Sei divino più di un bambino, sei un moloch al quale tributare sacrifici, sei l’uccello in via di proliferazione a cui si inchina un popolo in via di estinzione.