Alla ricerca del nuovo più grande pittore vivente dopo Hockney

Chiedendo ad alcuni artisti, collezionisti e critici che stimo sto cercando di trovare il mio nuovo beniamino. Mi sa che dirò López García. Vedo i suoi quadri e mi viene da piangere: sono fiori, appartamenti, amanti appena prima di ritornare polvere

19 GIU 26
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Foto Ansa

Hockney riposi in pace. Adesso sono io che non ho pace fino a quando non avrò identificato il nuovo più grande pittore vivente. Chiedo il nome ad alcuni pittori, collezionisti, critici di cui stimo lo sguardo. Per Corrado Beldì è Jasper Johns: “Con l’encausto ha reso la bandiera americana un’icona anche nell’arte contemporanea”. Per Giovanni Gasparro è Antonio López García: “Ha resistito strenuamente alle mode effimere del XXI secolo. Pittore, in questo senso, eroico, e che ha fatto scuola con una pletora di seguaci”. Per Cristina Mazzantini è Zeng Fanzhi: “Dipinge quadri con una marea di strati, molto spessi, molto materici. Se non li vedi dal vivo non li capisci, io sono stata nel suo studio di Pechino”. Per Barbara Nahmad è Eric Fischl: “In lui ravviso profondità e spirito libero”. Per Enrico Robusti è John Currin: “Grande pittore con una tecnica non indifferente, basta guardare le signore col tacchino. Per certi versi anche il più estremo, pensa a quelle donne con seni enormi come palloni”. Per Roberta Tosi è Anselm Kiefer: “La sua ricerca inesausta del senso della vita secondo me è unica. Sa che non arriverà mai a una risposta definitiva ma non smette di cercare”. Infine, mi sa che dirò anch’io López García. Vedo i suoi quadri e mi viene da piangere: sono fiori, appartamenti, amanti appena prima di ritornare polvere.