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Qohélet è il libro scritto per gli eletti e gli elettori di oggi
I primi si soffermino, nella riscrittura di Rocco Quaglia, sui versetti riguardanti l’inconsistenza del successo. I secondi meditino invece su queste parole: “Misero chi attende l’applauso; più misero chi altri applaude”
9 GIU 26

Foto ANSA
“Senza fine si susseguono i potenti sotto il sole, ognuno nella propria stagione; uno muore, un altro sorge, e molti altri attendono con in mano lo stesso spartito”. Nelle ore del ballottaggio leggo “Qohélet tremila anni dopo” di Rocco Quaglia (Marcianum Press), vertiginosa riscrittura dell’Ecclesiaste, e capisco che davvero “la Bibbia è il libro per ogni tempo e per tutti gli uomini, ma Qohélet è il libro scritto, in particolare, per l’uomo di oggi”.
Qohélet è il libro scritto per gli eletti e gli elettori di oggi martedì 9 giugno. I primi si soffermino, nella riscrittura di Quaglia, sui versetti riguardanti l’inconsistenza del successo: “Vanità e delirio è la vita / sigillo di follia è l’uomo / un vortice di polvere / per un istante dal vento sollevato / di vanità in vanità trasportato / e poi per sempre / nell’altrove adagiato”. I secondi meditino invece su queste parole: “Misero chi attende l’applauso; più misero chi altri applaude”.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
