Enzo Iacchetti principe dei pro Pal

Nelle crociata social del cabarettista di "Striscia la notizia", la morale diventa spettacolo: tra spille, invettive e nostalgia da cabaret, il bersaglio non è la politica ma il buon senso

29 MAG 26
Immagine di Enzo Iacchetti principe dei pro Pal

Foto Ansa

“Anche a me non piacciono i comizi tra una canzonetta e l’altra”, ha detto Edoardo Bennato al Giornale, e chissà se anche contro di lui si scaglierà Enzo Iacchetti, secondo il quale “l’uomo di spettacolo è un uomo che pensa al mondo e al futuro dei suoi figli”. Bennato e De Gregori, primo bersaglio di Iacchetti, non pensano ai loro figli, non si curano dei nipoti, se ne fregano dei posteri: maledetti egoisti! Per fortuna ci pensa il cabarettista di “Striscia la notizia”. Facendo appunto comizi, tantissimi comizietti sui social in cui, esibendo un sorriso feroce e una spilla altrettanto bellicosa (la bandiera della Palestina), loda i “giovani pronti a ribaltare tutto lo schifo che ci circonda” e insulta “i giornali di merda”, certi fogliacci “che procurano disastri alle aziende della carta igienica perché da quando ci sono questi giornali la carta igienica non si vende più”. Per dire il livello intestinale di una polemica inoltre terribilmente obsoleta (in quale evo i giornali surrogavano la carta igienica?). Pure io come Walt Whitman, il poeta citato da De Gregori nell’intervista attaccata da Iacchetti, contengo moltitudini. In questo periodo, ad esempio, contengo sia un trumpiano sia un anti-trumpiano: posso però vantarmi di non contenere nessun Iacchetti.