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Il Vate, San Francesco e qualche furtarello
Lo so, per scrivere la “Sera fiesolana” D'Annunzio ha saccheggiato abbondantemente il Santo. Ma il risultato è bellissimo: “Laudata sii pel tuo viso di perla, o Sera...”. E la bellezza è sempre di Dio
28 MAG 26

Foto Olycom
San Francesco, perdona D’Annunzio, “frate Gabri peccatore”, che ti ha sfruttato tanto e si è convertito poco o niente. Nel libro di Angelo Piero Cappello, “Il Santo e il Poeta. Mito e rito di Francesco in Gabriele D’Annunzio” (Ianieri Edizioni), ci sono tutti i prestiti, tutti i furti del Vate nei tuoi confronti. Ne conoscevo già alcuni ma ho scoperto che sono innumerevoli a partire dal 1897, anno della prima visita ad Assisi. Cappello riproduce diverse pagine autografe dei taccuini relativi, e viene voglia di partire per l’Umbria. Sarà anche rimasto pagano, Gabriele, e tuttavia suscita il desiderio di conoscere meglio i tuoi luoghi, le tue chiese, e molti lettori meno egocentrici di lui possono certamente trarne beneficio spirituale. Lo so, per scrivere la “Sera fiesolana” ti ha saccheggiato abbondantemente. Ma il risultato è bellissimo: “Laudata sii pel tuo viso di perla, o Sera...”. E la bellezza è sempre di Dio.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
