Che i fuorisede facciano i fuorisede. Il problema dei giovani non è il voto, ma l'età, diceva Platone

Conformisti in quanto giovani e saccenti in quanto studenti. Forse il punto lo aveva centrato l'allievo di Socrate quando riteneva i ragazzi inadatti a partecipare alla vita pubblica, da riservarsi solo a chi ha avuto il tempo di comprendere il Bene
20 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 07:51
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foto Ansa

Che i fuorisede tengano fede al loro nome, che rimangano fuori sede. Che ci tornano a fare in sede? A votare No? I fuorisede sono ovviamente giovani e i giovani secondo i sondaggi sono i più orientati a ribadire l’onnipotenza dei giudici. In quanto giovani e dunque conformisti (tutti in fila dietro i cantanti e gli attori!), e in quanto studenti, e dunque saccenti. Nessuno è più ignorante di chi crede di sapere, come ricorda Socrate. Il suo allievo, Platone, saggiamente riteneva i giovani inadatti a partecipare alla vita pubblica, da riservarsi (cfr. Repubblica, 540a) a chi ha avuto il tempo di comprendere il Bene, ossia a chi ha raggiunto i cinquant’anni. Ecco, i fuorisede non devono votare, devono invecchiare.