di Camillo Langone
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Un Presepe rivisitato: Giovanni Gasparro e l'innovazione con le tecniche della tradizione
Ad Adelfia, il pittore dà vita a un’opera unica e senza precedenti dal nome “Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo”: un’Adorazione dal punto di vista del Bambino
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24 DEC 25

Giovanni Gasparro, Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo. Olio su lino belga, 80x100 cm, 2025. Collezione privata, Camerano (Ancona). Foto Archivio Luciano e Marco Pedicini
Sono un uomo fortunato, potrei ancora rattristarmi scrivendo dell’evacuazione-installazione che quest’anno ha denatalizzato e umiliato la Basilica di San Petronio, ma ho il privilegio di conoscere i migliori pittori italiani e ne approfitto. Vado ad Adelfia, in Terra di Bari, dove Giovanni Gasparro ha appena dato l’ultimo tocco di pennello a un fantastico quadro-presepe: “Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo”. E’ un’opera senza precedenti, un’Adorazione dal punto di vista del Bambino: in duemila anni di storia dell’arte, che io sappia, non ci aveva mai pensato nessuno. A dimostrazione che un grande artista, e Gasparro indubitabilmente lo è, può fare innovazione anche con le tecniche della tradizione. E con mezzi materiali piuttosto esigui: una tela 80x100, pochi tubetti di colore... A contare davvero sono talento e ispirazione. Ecco pertanto una Madonna bellissima, di pura grazia, e pastori realisticamente rozzi e però miracolosamente illuminati dalla divina mangiatoia. Un quadro che mi commuove e mi consola: il Natale può ancora essere buono, noi possiamo ancora uscire dal buio se Gesù ci guarda.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).