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PREGHIERA •
No all’ora di fragilità a scuola. Molto meglio l’ora di Bibbia
Vecchio e Nuovo Testamento pullulano di perdenti, di poveri, di malati, di disgraziati, ci sono i libri di Giobbe e delle Lamentazioni, e nei Vangeli si incontra un Dio talmente debole da lasciarsi frustare e crocifiggere. In confronto l'idea proposta da Franco Arminio sembra fatta apposta per eccitare il narcisismo vittimista

Foto di MChe Lee su Unsplash
Contro l’ora di fragilità. Franco Arminio ha proposto l’istituzione nelle scuole di un’ora di fragilità e purtroppo quando sento la parola “fragilità” la mia mano viene attirata dal martello. La proposta è sulla scia dell’ultimo libro dello scrittore irpino, appunto “La grazia della fragilità”, titolo pieno di astrazioni, compiacimenti e consonantiche cacofonie. Pensare che nella sua bibliografia ci sono titoli bellissimi e concretissimi, innanzitutto “Vento forte fra Lacedonia e Candela”... Contro l’ora di fragilità perché sarebbe molto meglio l’ora di Bibbia (non di religione: di Bibbia).
Vecchio e Nuovo Testamento pullulano di perdenti, di poveri, di malati, di disgraziati, ci sono i libri di Giobbe e delle Lamentazioni, c’è il libro dei Salmi in cui pure si geme molto, e nel Genesi all’uomo viene detto di essere polvere, e nei Vangeli si incontra un Dio talmente debole da lasciarsi frustare e crocifiggere. L’ora di fragilità sembra fatta apposta per eccitare il narcisismo vittimista, già dilagante per conto suo, mentre l’ora di Bibbia farebbe argine all’egocentrismo: rompersi è perfettamente normale, tutti ci sono passati, perfino Cristo. Unico ristoro.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
