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di Camillo Langone

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La prima canzone italiana bella del 2024. Per liberarmi di Amadeus

Si chiama "Fosforo" e la canta Amalfitano: ha dentro Iglesias, Alice, il Battiato pop. Il video dipinge una Roma leggendaria
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6 FEB 24
Ultimo aggiornamento: 05:00 AM
Immagine di La prima canzone italiana bella del 2024. Per liberarmi di Amadeus

(foto Ansa)

San Remo, per liberarmi non di te ma dell’insopportabile Amadeus ascolto la canzone di un cantante che non sarà al festival, ed è la prima canzone italiana bella del 2024. Forse anche l’ultima o la penultima, visto lo stato agonico della canzone italiana. Si intitola “Fosforo”, la canta Amalfitano con un intervento di Francesco Bianconi. Dentro più che i Baustelle ci sento Iglesias, Alice, dunque il Battiato pop, e altro ancora fra Settanta e Ottanta. Gabriele Amalfitano fisicamente ha qualcosa di Gian Maria Volontè ma politicamente, o antropologicamente, ha un indirizzo diverso, Piazza Euclide. Insomma è un pariolino, ha pure due cognomi (all’anagrafe è Mencacci Amalfitano).

Nel video dipinge e mi ha ricordato Tano Festa, Mario Schifano, una Roma leggendaria. Dopo averlo ascoltato e riascoltato il giorno dopo mi sono ritrovato sull’Autostrada Adriatica all’altezza di Marotta. E ho sentito il canto di una sirena. Senza pensarci due volte sono uscito al casello e sono entrato in uno dei capolavori della canzone italiana: “Il mare d’inverno”. Composta a Marotta, da Enrico Ruggeri, in un giorno di ispirazione e vento. Un’altra canzone che non venne presentata al festival. Di cui pertanto non c’è questo gran bisogno, San Remo.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).

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