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di Camillo Langone

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Luca Beatrice ultimo critico d'arte (cioè non curatore)

Il curatore è la figura oggi prevalente: fa parte del personale di servizio. Nel sistema dell’arte ha il ruolo del cameriere, al servizio del cliente ovvero dell’artista o del gallerista o del direttore del museo. Ma il critico è un'altra cosa
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16 SEP 23
Immagine di Luca Beatrice ultimo critico d'arte (cioè non curatore)

LaPresse

L’ultimo dei critici d’arte, Luca Beatrice. L’ho pensato leggendo “Le vite. Un racconto provinciale dell’arte italiana” (Marsilio), libro neovasariano in cui le biografie di artisti fra ventesimo e ventunesimo secolo si intrecciano all’autobiografia di un critico militante. Beatrice, che pure non è uno stroncatore, nel libro esprime dubbi e giudizi di valore: ecco il critico. Ed ecco la differenza col curatore, la figura oggi prevalente. Il curatore fa parte del personale di servizio. Nel sistema dell’arte il curatore ha il ruolo del cameriere (o meglio cameriera, visto l’attuale, assoluto predominio del genere femminile). Dunque è al servizio del cliente ovvero dell’artista o del gallerista o del direttore del museo. Redigendo testi che sembrano, e spesso sono, comunicati stampa. Io e Beatrice abbiamo criteri diversi (per lui è importante il dato generazionale, per me, uomo religioso, è importante il dato atemporale). Ma concordiamo senz’altro su questo: “Le vite” è un libro importante e non una raccolta di comunicati stampa.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).