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Renato Farina è capace di illudere che l’infernale Fiera di Rimini sia luogo di conversione
Quando leggo i suoi articoli mi sembra che Don Giussani sia vivo, che Comunione e Liberazione sia viva, che il Meeting di Rimini sia vivo. Cristianamente vivo. Poi mi risveglio

Ansa
Renato Farina è un mago, un grande spiritista, o ipnotista, quando leggo i suoi articoli mi sembra che Don Giussani sia vivo, che Comunione e Liberazione sia viva, che il Meeting di Rimini sia vivo. Cristianamente vivo. Poi mi risveglio e leggo un’intervista al capo ciellino Giorgio Vittadini e dice che vuole meno libertà e più tasse (mia sintesi del seguente passaggio: “Si esca dallo spirito neo-liberista per favorire un modello in cui l’intervento pubblico compensi i vizi del mercato libero”). Poi mi avvedo della mostra, organizzata lì al Meeting per l’Amicizia fra i Potenti (dovrebbe essere questo il nome della manifestazione, passerella di governanti), dedicata ad Alberto Burri, grande artista, grande astrattista e dunque grande anticristiano: “Il diavolo è il patrono dell’arte astratta, perché rappresentare vuol dire sottomettersi” (Nicolás Gómez Dávila). E allora ripenso a Farina: che incantatore! Che prestigiatore! Un uomo capace di illudere che l’infernale Fiera di Rimini sia luogo di conversione! Dio, mio Dio, fammi scrivere come lui!
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
