Leggere Francesco Giubilei e ricordarsi delle lettere di San Paolo

“Gli intellettuali di destra e l’organizzazione della cultura”, il libro del consigliere del ministro Sangiuliano, richiama il messaggio paolino di apertura cristiana rivolto ai Galati
19 MAG 23
Ultimo aggiornamento: 04:00
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Francesco Guibilei (Ansa)

San Paolo, vorrei porre sotto la tua protezione “Gli intellettuali di destra e l’organizzazione della cultura” di Francesco Giubilei (Oligo). Perché il giovane autore-editore-consigliere (del ministro Sangiuliano) a pagina 101 scrive che la destra dei libri deve “giocare un ruolo nei grandi eventi e nelle manifestazioni culturali, specie se a partecipazione pubblica. Ciò non significa mettere le mani sulla cultura bensì garantire un pluralismo”. E subito ho pensato alla Lettera ai Galati, meraviglia dell’apertura cristiana: “Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina...”.
Giubilei elenca i molti filoni della destra e mi pare evidente la sua propensione per il conservatorismo che “non è un’ideologia, è più uno stato d’animo, un modo di essere”. Io direi che è la tranquilla malinconia di chi conosce e soprattutto riconosce la realtà, una cosa grande e complicata di cui fanno parte perfino gli irrealisti. Nel conservatorismo, in quanto realista, il pluralismo è insito. Non che i disaccordi suscitino entusiasmo: ma è insito. Mentre nel progressismo, in quanto ideologico, il dissenso non è concepito proprio (i climatisti non concepiscono più nemmeno l’esistenza dell’uomo...). Ecco perché, San Paolo, c’è bisogno della tua protezione.