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di Camillo Langone

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Lode a Joseph Conrad, "antitutto" senza pietà

Che bel libro il suo epistolario, che fulgido pessimista l’autore di "Cuore di tenebra". Scettico assoluto, aveva capito quanto la democrazia sia nemica della libertà, siccome le masse "non sopportano la minima indipendenza d’opinioni"
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22 JAN 22
Immagine di Lode a Joseph Conrad, "antitutto" senza pietà

Joseph Conrad (Wikimedia Commons) 

Mentre le persone normali guardano Netflix io mi immergo nelle lettere di Joseph Conrad (“Epistolario”, Giometti & Antonello). Che bel libro, che fulgido pessimista l’autore di “Cuore di tenebra”, antidemocratico e quasi antitutto. Talmente anticomunista da essere anticristiano: “La fraternità non significa altro che la faccenda Caino-Abele”. Talmente antirusso da essere anti Dostoevskij: “Karamazov è orribilmente brutto e impressionante e esasperante”. Scettico assoluto, aveva capito quanto la democrazia sia nemica della libertà, siccome le masse “non sopportano la minima indipendenza d’opinioni”. Mentre le persone normali guardano Netflix io leggo le profezie del giovane Conrad (una lettera del 1885 inviata dall’India): “Il destino di tutte le nazioni si compirà nelle tenebre fra molti pianti e stridore di denti, e mediante l’eguaglianza e la miseria sarà governato dalla mano di ferro di un dispotismo militaristico!”.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).